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Attualità | 17 settembre 2021, 14:26

Virano: "Per il Frejus ci furono 48 morti, per la Tav non dovrà essercene uno solo"

TLe parole del direttore generale di Telt in occasione dei 150 anni della inaugurazione del traforo

mario virano

Virano: "Per il Frejus ci furono 48 morti, per la Tav non dovrà essercene uno solo"

"La costruzione del traforo del Frejus costò 48 vite. Noi vogliamo ricordare i caduti di allora con una lapide e mentre lo facciamo prendiamo l'impegno a fare in modo che nei nostri cantieri questo non avvenga più". Così Mario Virano, direttore di Telt, garantisce che la Tav non avrà costi umani come successo 150 anni fa per il Frejus.

"Il tema dei caduti sul lavoro - ha detto Virano - è impressionante: noi nell'apporre la lapide abbiamo assunto per la Torino-Lione l'impegno ad un programma che punta a incidentalità minima e mortalità zero". I morti legati alla costruzione del traforo del Frejus in senso proprio furono in realtà 22, è stato precisato dal relatore successivo, Pasquale Cialdini. 18 morirono per una epidemia di colera che colpì Bardonecchia, e altri 8 morirono per risse.

Ci furono inoltre quasi 800 operai ricoverati in infermeria per essere rimasti feriti. Il numero dei morti fu in ogni caso molto inferiore, è stato osservato, rispetto a quello fatto registrare da opere successive, come il traforo del Gottardo.

"A noi tocca raccogliere il testimone dall'epopea del 1871, quando con lo scavo del traforo del Frejus una classe dirigente di straordinario livello prese decisioni che ancora oggi ci permettono di vivere su quell'eredità: noi dobbiamo raccogliere il testimone e far vivere quell'epopea con opere nuove", ha aggiunto Virano, con un chiaro riferimento alla Tav.

redazione

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