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Politica | 20 settembre 2021, 13:27

No green pass, lezione nel cortile del campus Einaudi: "Disobbedienza civile come Rosa Parks"

Il candidato sindaco Ugo Mattei ha incontrato gli studenti contrari al certificato vaccinale: "Siamo entrati senza esibirlo per recuperare i nostri diritti"

ugo mattei e studenti no green pass

No green pass, lezione nel cortile del campus Einaudi di Ugo Mattei

"Volete entrare con il green pass?", chiede l'addetto alla sicurezza del Campus Einaudi. "No", risponde la ragazza, risoluta. "Allora dovete lasciarmi il nominativo", ribatte lui, in divisa gialla. "È obbligatorio?", incalza la giovane. "No, ma servirebbe a noi per garantire la sicurezza". La replica: "Allora entro senza" e rivolgendosi a un gruppo di ragazzi alle sue spalle la ragazza chiosa: "ragazzi, si entra senza dare il nome".

Che sarà una mattinata intensa, nel cortile del campus Unito lungo Dora, lo si intuisce fin dalle prime parole, ai cancelli. All'interno, il professor Ugo Mattei, giurista e candidato sindaco per Futura per i beni comuni, ha organizzato una conferenza in collaborazione con gli Studenti contro il Green pass.

Sul prato al centro dell'ellisse del Campus, oltre un centinaio di persone ascoltano le parole del docente su un tema estremamente divisivo, in questi mesi. Forse il più divisivo. "L'agonia della legalità nella società della sorveglianza", il titolo della lezione.

RIPRENDIAMO UNO SPAZIO E I DIRITTI

"Siamo entrati a riprendere uno spazio in un luogo di libertà e di confronto - dice Mattei - perché si continui a ragionare in una cacofonia che invece vede descrivere il green pass come uno strumento che combatte la pandemia".


"Si è costruita una cittadinanza come schieramenti da stadio - prosegue - e così ci sono opposizioni". "Questa mattina abbiamo cercato di fare disobbedienza civile, non esibendo il green pass per accedere a un luogo che è un bene comune e questi sono spesso i primi passi per riconquistare i diritti, come con Rosa Parks su quel bus in Alabama".

SERVE PUNTO DI VISTA PIÙ AMPIO

"Quando osserviamo la vicenda del Green pass non possiamo mai guardare le cose nella micro logica del nostro sistema sociale, ma ampliare il punto di vista - dice ancora Mattei - e bisogna effettuare un'alfabetizzazione per quelle persone che sono convinte che il green pass contribuisca alla lotta alla pandemia".

"Oggi c'è una minoranza che non vuole il green pass e che soffre una narrazione discriminatoria. Invece bisogna mettersi nelle loro scarpe. Bisogna mettersi nelle scarpe dei perdenti dei processi sociali"
.

LA LEGGE NON È IL DIRITTO

"Storicamente il diritto non è un concetto che si sovrappone a quello di legge, anche in maniera lessicale, a parte che in inglese", dice ancora Mattei, che strappa applausi tra i presenti (alcuni prendono appunti), mentre intorno l'università prosegue la sua quotidianità, tra applausi per chi si laurea e ragazzi che cercano l'aula o lo spazio in cui recarsi.


"Il diritto è il frutto della dialettica tra il potere e la ragione", aggiunge il docente. "Un sapere razionale che sa adattarsi al mondo che cambia. Una cultura del diritto impone ai cittadini di farsi delle domande, nel dubbio che la legge sia il pugno sul tavolo di un ubriacone. Ecco perché è importante quello che state facendo".

La teoria di Mattei? "Che si possa controllare più facilmente la società con un green pass o una targa, piuttosto che con il diritto. Mentre è il diritto che permette di mantenere spazi di libertà. Il potere invece ha interesse a tenerci su internet, anche con la dad e lo smart working, proprio perché targati e controllati, con dati che vengono conservati per sempre".

Massimiliano Sciullo

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