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Attualità | 28 settembre 2021, 14:45

Accordo sindacati-Skf: 125 uscite volontarie e 40 assunzioni

L’intesa avrà una durata di 18 mesi, fino al marzo 2023

Skf di Airasca

Skf di Airasca

Sindacati e Skf hanno raggiunto un accordo nella riunione odierna: dagli stabilimenti italiani del gruppo usciranno 125 dipendenti, su base volontaria, con incentivi, di cui 80 operai e 45 impiegati. A parziale compensazione verranno assunti a tempo indeterminato 40 operai. L’incontro si è aperto alle 9,30 all’Unione industriale di Torino e la firma è arrivata circa 5 ore dopo.

L’intesa durerà 18 mesi, fino al marzo 2023. Il primo commento è del coordinatore nazionale Uilm del Gruppo Skf, Vito Benevento: “Con questo accordo gettiamo le basi per dare un futuro ai giovani precari garantendo un turnover dei lavoratori. Nonostante la pandemia ancora in atto, le difficoltà di approvvigionamento dei semiconduttori, l'aumento dei prezzi dei trasporti, con questa intesa diamo la possibilità ad alcuni lavoratori di andare in pensione e riusciamo a trasformare 40 lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato nel giro di 18 mesi”.

Gli fa eco Davide Provenzano, segretario generale della Fim Cisl Torino-Canavese: “Dopo molte ore di trattativa siamo riusciti a introdurre il principio del cambio mix con numeri e criteri di scelta oggettivi. Abbiamo siglato un accordo di uscite incentivate e volontarie nel rispetto della legge vigente. Le stabilizzazioni dei precari sono sicuramente ciò che volevamo conquistare con questa trattativa. Inoltre riteniamo che il volume degli investimenti presentati oggi da Skf siano tali da poter vincere la sfida futura soprattutto nel settore più critico ovvero quello dell’auto”.

Ivan Verney, segretario nazionale del Fali sottolinea la sua soddisfazione: “È evidente che ci sia una situazione difficile dell’automotive, ma in quest’accordo non si parla solo di uscite, ma anche di stabilizzare chi ha contratti atipici e fare almeno 40 assunzioni, perché l’azienda si impegna a rivedere le esigenze dei vari settori, a seconda dei volumi, che arriveranno. Assieme agli accordi di settembre e dicembre 2020, che avevano comportato 54 assunzioni, si parla comunque di dare una prospettiva magari a chi lavora da anni senza una sicurezza”.

Saranno agevolate le uscite di chi è prossimo alla pensione, con l’azienda che integrerà la Naspi per garantire il reddito attuale. E la maggior parte delle operazioni in entrata e in uscita verranno fatte negli stabilimenti del Pinerolese e del Torinese.

“Tre anni fa siamo piombati in una fase di ristrutturazione importante e aggressiva, ma non si sono fermati comunque gli investimenti in tecnologia e formazione ed è un segnale importante” conclude Pino Lo Gioco funzionario della Fiom Cgil Pinerolo.

Marco Bertello

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