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Sanità | 11 ottobre 2021, 09:43

Telemedicina per monitorare le gravidanze, al Sant'Anna l'innovazione al servizio delle donne

Presentato all'ospedale ginecologico il progetto supportato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con Compagnia di San Paolo

aula magna dell'ospedale Sant'Anna

La telemedicina per aiutare le donne in attesa di un figlio

La vera sfida della medicina contemporanea e di tutto il mondo sanitario è sicuramente quella di essere più vicina possibile alle persone. È in questa prospettiva che si colloca il nuovo servizio di telemedicina per monitorare le gravidanze, presentato ieri mattina all'ospedale ginecologico Sant'Anna di Torino. La 'stazione telematica di centralizzazione e sorveglianza per il monitoraggio del benessere materno e fetale' consentirà di collegare controllare da remoto, fuori dalle stanze di degenza e in contemporanea ben otto apparecchiature cardiotocografiche.

Le innovazioni del progetto

Il progetto è supportato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con Compagnia di San Paolo: "Questi tracciati - ha spiegato la presidente della prima e direttore sanitario del reparto di ostetricia e ginecologia del Sant'Anna Chiara Benedetto – vanno fatti almeno tre volte al giorno: eliminando gli spostamenti e la presenza degli operatori nelle stanze riduciamo il rischio di contagi Covid e riusciamo ad impiegare il personale in altre mansioni. Questo investimento in tecnologia va al di là del momento emergenziale, può avere degli sviluppi importanti a livello territoriale ed è sicuramente utile anche alle donne con disabilità che non possono muoversi dalla propria camera”.

La soddisfazione di Università e Città della Salute

L'innovazione a servizio della salute vede direttamente interessata anche l'Università di Torino: “La medicina di genere - ha affermato il vice-rettore alla ricerca biomedica Alessandro Vercelli – sta diventando una branca sempre più importante anche nel campo delle tecnologie: le apparecchiature in grado di lavorare a distanza rendono più efficiente tutto il settore”. Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il direttore generale della Città della Salute di Torino Giovanni La Valle: “La collaborazione con associazioni e fondazioni - ha aggiunto – e il coinvolgimento del territorio sono fattori fondamentali per riuscire a spingerci oltre le nostre possibilità, negli ultimi anni l'approccio al paziente è cambiato andando verso una direzione multidisciplinare”.

Marco Berton

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