Politica - 14 ottobre 2021, 17:10

Meloni a Torino attacca la sinistra: “Hanno paura, Damilano credibile e al ballottaggio i dati si azzerano” (VIDEO)

La leader di Fratelli d’Italia nel palazzo di corso Regina in cui furono aggrediti tre agenti della polizia: “Astensionismo? Ci rivolgiamo ai delusi, alle periferie, ma anche agli elettori del M5S”

paolo damilano e giorgia meloni

Meloni a Torino attacca la sinistra: “Hanno paura, Damilano candidato credibile”

Giorgia Meloni sceglie il “palazzo della droga” di corso Regina Margherita, quel condominio vicino a Porta Palazzo in cui qualche giorno fa avvenne l’aggressione di alcuni agenti di polizia per tirare la volata a Paolo Damilano, in vista del ballottaggio.

Meloni a Torino: “La sicurezza torni una priorità con Damilano”

Questo é un palazzo dove è avvenuta aggressione alle forze dell’ordine da parte degli occupanti spacciatori. Abbiamo anche interrogato il ministero degli Interni chiedendo cosa si intendesse fare, evidentemente niente” attacca Meloni, con Damilano al suo fianco. La leader di Fratelli d’Italia ribadisce quello che il prossimo sindaco di Torino dovrebbe fare in caso di elezione: “Serve un altro ministro degli  Interni perché la Luciana Lamorgese non é in grado di fare il suo lavoro, ma anche un sindaco che abbia voglia di porre questo tema alle istituzioni centrali: la polizia municipale poi può comunque essere coinvolta nella attività di controllo del territorio e nella difesa della sicurezza dei cittadini”.

Meloni: “Recupereremo lo svantaggio, Paolo è credibile”

Lo svantaggio del primo turno, almeno a parole, non sembra preoccupare meloni: “Contiamo di recuperare. Una cosa che mi hanno insegnato le campagne elettorali é che il secondo turno é un’altra campagna elettorale, i dati si azzerano. Vale la persona, la credibilità della sua proposta, noi pensiamo che Damilano sia una persona estremamente credibile per governare questa città, lo ha dimostrato con i dati del primo turno”.

Meloni: “Fdi anima nera? La sinistra fa campagna elettorale”

Meloni respinge poi l’accusa di essere l’anima “nera” dietro il candidato civico: “La sinistra ha armato tutto questo armamentario degno dei migliori anni 70, proprio perché evidentemente teme ma vittoria di candidati credibili: Damilano lì ha spaventati e come sempre, quando si spaventano, diventano molto cattivi e fanno cose indegne , ma io confido che la gente non sia stupida”.

“Lo dicono da anni che siamo un’anima nera, sempre quando scattano i comizi elettorali. Perché la sinistra fa difficoltà a parlare di temi concreti, dei problemi che interessano alla gente. Cosa può dire la sinistra a chi abita in questo quartier?  Non siamo in estrema periferia, siamo a due passi dal centro”. 

Meloni a gamba tesa su Lamorgese

Duro l’attacco al ministro Lamorgese e alla sinistra, accusati di fomentare una strategia del terrore che potrebbe sfavorire la destra e a Torino Paolo Damilano: “Lamorgese sapeva che quelle persone avevano annunciato un’ora e mezza prima sarebbero andate alla Cgil per fare problemi: ha consentito volutamente che accadesse. Mi chiedo perché. Il ragionamento è chiaro, l’Italia ci è già passata: strategia della tensione ed è grave. A chi giova questo? Alla sinistra, che parla di destra impresentabile e al Governo.  Se giova a Lo Russo? La sinistra lo fa per quello, si”.

 

L'elenco di tutti i numeri della crisi

Cosa dice sul tema del lavoro? Quando un milione di persone hanno perso il lavoro, 400 mila imprese chiuse, mentre i soldi si spendevano per i banchi a rotelle. Cosa si può dire sull’immigrazione quando gli italiani non possono bere il caffè al bar se non hanno il lasciapassare del governo, mentre entrano 80 mila clandestini che si rifiutano di fare green pass e tampone? É come tutti gli anni, la sinistra ha paura di parlare e si rifugia nella sua coperta di Linus e negli slogan anni 60. La gente non é così stupida. Del resto le battaglie di Fdi parlano ampliamento, sono per la libertà” è l’attacco di Meloni.

Astensionismo, Meloni apre ai Cinque Stelle

Inevitabile un pensiero sull’astensionismo, visto che il 52% dei torinesi non si è recato alle urne: “Ci rivolgiamo a tutti, ai tanti che non sono andati a votare, in particolare alle periferie, delusi. Ci rivolgiamo a quella parte di elettorato di sinistra deluso perché fingeva di rivolgersi ai più deboli, e invece fa le majorettes dei poteri forti. E poi ci rivolgiamo all’elettorato dei 5 Stelle che non ci sta a fare il partito vassallo del Pd - Non è mai stata una alleanza alla pari. Ci sono i margini per affermarsi e vincere”.

 

 

Infine, la chiosa della leader di Fdi su Robella, il candidato della Circoscrizione 6: “Chi fa cose troppo stupide lavora contro di me. Siamo un partito che ha delle regole e ce ne stiamo occupando: siamo noi che ci battiamo per la libertà di impresa e opinione. La parola libertà appare ampliante nella nostra attività. La sinistra non è presentabile e prova a rendere l’avversario più impresentabile di lei. Ma é impossibile”.

Andrea Parisotto

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