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Attualità | 24 ottobre 2021, 07:10

Villaretto, dal quartiere dimenticato di Torino l’appello a Lo Russo: “Esistiamo anche noi” (FOTO e VIDEO)

Il nuovo sindaco sogna la città dei “15 minuti”, con tutti i servizi facilmente raggiungibili. Nell’estrema periferia, però, per mille residenti non c’è nulla: bancomat, poste, bar, negozi, farmacie e ambulatori

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Villaretto, dal quartiere dimenticato di Torino l’appello a Lo Russo: “Esistiamo anche noi”

Alle 12 precise i rintocchi delle campane della chiesa di San Rocco squarciano il silenzio che avvolge il quartiere di Villaretto. E’ un giorno qualunque nell’estrema periferia di Torino, ma in giro non c’è nessuno. Quasi come se in questa zona così isolata dal resto della città il lockdown non sia mai finito.

Come portare la città “dei 15 minuti” al Villaretto?

La sensazione, passeggiando per le strade del Villaretto, territorio che fa parte a tutti gli effetti del capoluogo piemontese e della Circoscrizione 6, è che il tempo si sia fermato. Nessuna persona per strada, bimbo o anziano che sia. Ed è in questo quartiere, con ogni probabilità, che il neo sindaco Stefano Lo Russo sarà chiamato all’impresa più ardua: portare agli oltre 1.000 residenti “la città della prossimità” o, meglio dire, la città dei servizi essenziali e prima raggiungili in 15 minuti.

Villaretto, un quartiere isolato

Una sfida probante, perché le condizioni di partenza sono note a tutti: nessun negozio aperto. Anche perché di negozi al Villaretto non ce ne sono. Raggiungere la città dal quartiere più a Nord di Torino, oltre la Tangenziale Nord e a due passi da Borgaro, non è semplice: qui, infatti, è presenta una sola linea di trasporto pubblico. La navetta 46. Un pullman che passa ogni mezz’ora, spesso strapieno, e che dalle 21 in poi smette di servire il quartiere. Il risultato? Gli abitanti, quelli senza mezzo di trasporto privato, rimangono imprigionati a casa. Anche i tassisti, che solitamente conoscono le strade di Torino a memoria, al Villaretto si perdono. Il motivo è uno: qui tutte le strade si chiamano allo stesso modo “Strada del Villaretto”.

Al Villaretto nessun servizio

E al Villaretto, purtroppo non si può fare proprio nulla. Le due aree gioco per i bimbi non dispongono di tettoie o spazi d’ombra, il campetto di calcio ha solo una panchina. Una, sempre solo una, è la fontana d’acqua potabile, e serve 1.000 persone. Il bancomat più vicino si trova a 4 km di strada, lo stesso vale per le poste. In quest’angolo di Torino non sono presenti ambulatori, servizi sanitari, aree cani. Nemmeno negozi.

Anche il “mercato” voluto dalla Giunta Appendino, nonostante le buone intenzioni, si è rivelato essere un fallimento: dei sei stalli predisposti, solo uno viene occupato da un banco, solo per una volta alla settimana. Il lunedì.  Anche l’unica scuola elementare, proprio di fronte alla chiesa, è in evidente stato d’abbandono, con muri scrostati e locali “vuoti”.

La forza della comunità di Villaretto

Se il contesto sembra essere difficile e Villaretto dimenticata da tutti, quello che non manca qui è il forte senso di comunità che si respira tra i residenti. Abitanti di un borgo che si riunisce per la festa dei vicini, che si collega su gruppi social per scambiarsi informazioni, che non si rassegna a rimanere emarginato dal resto della città.

Al sindaco Lo Russo chiediamo di non essere dimenticati di nuovo come gli ultimi 20 anni: questo quartiere c’è, siamo cittadini attivi che si danno da fare. Abbiamo bisogno di aiuto, dei servizi necessari” è l’appello di Roberta Braiato, storica e battagliera residente del Villaretto e consigliera in Circoscrizione 6. Una voce potente da risuonare forte, anche nel centralissimo Palazzo Civico.

Andrea Parisotto

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