Economia e lavoro - 25 ottobre 2021, 20:02

Industriali Torino, il futuro è roseo: "Torniamo al pre crisi entro metà 2022". E intanto aiutano le scuole di periferia

Il presidente Marsiaj: "Ripresa più forte del previsto. Solo politica e istituzioni possono creare problemi". Aiuti a sostegno di 500 studenti delle medie di Barriera di Milano, Aurora e San Salvario. Intanto Bonomi "spinge" sull'aerospazio

Vertici del mondo economico torinese sul palco delle Ogr

L'assemblea generale dell'Unione Industriali di Torino, presso le Ogr

"La forte ripresa economica in atto, che accelera i tempi di recupero rispetto alla crisi, è superiore alle attese. Speriamo di tornare ai livelli pre crisi già a metà 2022". Sceglie la strada dell'ottimismo, Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione Industriali Torino, aprendo l'assemblea generale alle Ogr.

"Ripresa impetuosa, solo noi possiamo danneggiarla"

Parole che fissano una data e un traguardo, tenendo conto anche delle risorse legate al PNRR. "Solo la politica e noi istituzioni possiamo danneggiare questo percorso, perdendoci in discussioni e confronti ideologici. Come dimostra la Valdisusa, che ha pagato un prezzo all'opposizione all'alta velocità. Non è possibile che sia diventata questione di ordine pubblico e non di economia. Come Confindustria siamo attentissimi alla sostenibilità ambientale e come Europa produciamo solo l'8% mondiale delle emissioni nocive".

"Auto? Torino deve rimanere protagonista"

Cambia anche (e in modo impetuoso) il mondo dell'auto. Torino osserva con interesse e qualche timore. Il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi sollecita il territorio a fare leva sul mondo dell'aerospazio ("da Torino a Varese vedo una grande fabbrica diffusa su cui puntare"), Marsiaj, però, non dimentica le quattro ruote. "Sono incertezze che pesano, per chi come noi spera che Torino partecipi alla nuova offerta automotive. Speriamo che si mantengano qui la testa pensante e gli enti centrali di Stellantis. La globalizzazione non è una minaccia, ma deve diventare un'opportunità".

"I mali di Torino? Non sono solo per la pandemia"

Il presidente Marsiaj sgombra poi il campo da facili alibi. "Abbiamo sofferto poi di altri la crisi pandemica, con il blocco di oltre il 45% delle attività produttive. Le ore di cassa sono state in Piemonte oltre 283 milioni, contro le 32 del 2019. Ma la dinamica economica regionale è deludente già da molto prima del Covid. Lo dimostrava la dinamica del PIL rispetto al 1995 o il reddito per abitante, che a Torino è di 22.700 euro, mentre a Milano è di 29mila". 

Quindi si guarda al futuro: "l'auto resta il nostro core business, la trasformazione elettrica, la guida autonoma e l'idrogeno muoveranno risorse gigantesche. Torino deve offrire alle imprese la possibilità di sviluppare il vantaggio competitivo attraverso competenze sempre aggiornate".

Missione futuro: aiuto alle scuole di periferia

Intanto, anche la formazione resta una delle parole d'ordine. E Marsiaj ricorda come proprio Unione stia aiutando percorsi di doposcuola per quartieri difficili. "Collaboriamo con associazioni del terzo settore per il doposcuola di circa 500 ragazzi delle medie di Barriera di Milano, Aurora e San Salvario. Un supporto quotidiano che si abbina al volontariato educativo che richiediamo ai 50 vincitori delle nostre Borse di Studio in materie scientifiche, che saranno bandite anche per il 2022".

Massimiliano Sciullo

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