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Economia e lavoro | 26 ottobre 2021, 18:55

Stellantis, a gennaio il trasferimento da Grugliasco a Mirafiori. Ma raddoppiano i turni per la 500 elettrica. Il sindacato però si spacca

I lavori di "trasloco" si faranno nei weekend: serviranno quattro settimane. Dal 17 gennaio la verniciatura nella fabbrica storica. Fiom non firma l'accordo come invece fanno le altre sigle: "Non possiamo accettare la chiusura di uno stabilimento"

catena di montaggio a Mirafiori

Dal 17 gennaio le lavorazioni ex Grugliasco ripartiranno da Mirafiori

L'annuncio era già arrivato nelle scorse settimane, ma adesso è ufficiale, con tanto di date e turni. Certo, fa una certa impressione sentir scandire che Agap di Grugliasco, lo stabilimento "modello" inaugurato una manciata di anni fa dove una volta sorgeva la Bertone, è destinato a sparire. Almeno per come lo conosciamo adesso. Ma è quanto è emerso dall'incontro di questo pomeriggio tra Stellantis e i sindacati, proprio presso Mirafiori.

 

Ecco come funzionerà il "trasloco"

L'azienda infatti ha confermato il "trasloco" verso lo storico stabilimento torinese. Il progetto è di far cominciare con la fine di novembre il trasferimento della verniciatura, che tornerà operativa nello storico stabilimento di Torino dal 17 gennaio. Un mese prima, il 17 dicembre, il montaggio. lavori si faranno nel week end e l'intera operazione dovrebbe durare per quattro settimane. I modelli attualmente prodotti fra i due siti verranno tutti concentrati dal 2022 a Mirafiori, dove quindi si assembleranno la Fiat 500 elettrica, le Maserati Levante, Quattroporte, Ghibli e, a fine terzo trimestre 2022, Granturismo e Gran Cabrio. È previsto che la produzione di Grugliasco si fermi il 17 dicembre 2021, per riprendere a Mirafiori il 17 gennaio 2022, ma il rientro al lavoro incomincerà prima sulla linea della 500 elettrica, su cui sarà attivato il secondo turno, e alla formazione. Anche il personale impiegatizio sarà trasferito a Mirafiori o in altre unità del comprensorio torinese. La lastratura resterà invece a Grugliasco, ma cesserà entro il 2024, allorquando verrà ampliata la lastratura di Mirafiori. La capacità produttiva massima complessiva resta inalterata.

Il sindacato si spacca. Di nuovo

Ma l'incontro con l'azienda, ancora una volta, ha portato alla spaccatura del fronte sindacale. Da un lato, infatti, l'accordo è stato firmato da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione quadri, mentre la Fiom ha deciso di non firmare. "Siamo riusciti ad ottenere garanzie per i lavoratori coinvolti e impegni sulle missioni produttive non solo per il presente, ma anche relativamente al futuro piano industriale", dicono i firmatari. E aggiungono "non ci saranno esuberi strutturali, con l’impegno aziendale a poter ricorrere solo a uscite volontarie e ad ammortizzatori sociali conservativi. Inoltre nell’intesa sono previsti i necessari interventi formativi, la garanzia del mantenimento dei migliori standard ergonomici anche sulle future linee di montaggio, nonché della maturazione dei ratei mensili degli istituti differiti, cosa che permetterà di alleviare per quanto possibile l’effetto salariale negativo del ricorso alla cassa integrazione".
Per Fiom, invece, "Abbiamo detto già in sede ministeriale che non condividiamo questo modo di procedere sito per sito poiché bisogna avere una visione complessiva del piano che Stellantis ha per l’Italia. Non è sufficiente dichiarare che non ci saranno esuberi e non dare prospettive con nuovi investimenti, nuove produzioni e volumi sufficienti a saturare gli attuali addetti". E ancora: "viene confermata la chiusura di uno stabilimento, questo per noi è un fatto grave. Si procede infatti verso una riduzione sostanziale della capacità produttiva senza dare reali garanzie per il futuro, per queste ragioni non abbiamo sottoscritto l’accordo".

Massimiliano Sciullo

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