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Politica | 27 ottobre 2021, 14:16

Lo Russo proclamato sindaco di Torino: “Fare squadra con la Regione: dobbiamo far ripartire la città” [INTERVISTA]

Le prime parole da sindaco di Stefano Lo Russo: “La questione della politica industriale sarà centrale. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, ma la vocazione storica di Torino è il lavoro”

stefano lo russo

Stefano Lo Russo proclamato sindaco: “’Fare squadra con la Regione: dobbiamo far ripartire Torino”

In Sala Rossa insieme a lui la figlia Beatrice, la mamma Consuelo e il papà Mario, che quando lui era piccolo mai avrebbero immaginato di avere un figlio sindaco. Ha scelto i tradizionali completo e cravatta blu, insieme alla camicia azzurra, Stefano Lo Russo nel giorno della nomina ufficiale a primo cittadino di Torino. Lui normalmente così controllato, oggi era visibilmente emozionato e a chi gli ha fatto i complimenti per la fascia tricolore, ha risposto sorridendo: "È troppo lunga". 

L’emozione di questa proclamazione, per la prima volta con la fascia tricolore.

E’ un momento emozionante dal punto di vista personale, avviamo un’amministrazione che ha l’enorme responsabilità di far ripartire la città in una dimensione di equità e giustizia sociale. Un senso di gratitudine alle torinesi e ai torinesi che mi hanno dato fiducia, un po' di emozione e sicuramente una grande responsabilità perché avendo contezza della difficoltà dell'impresa ho ben coscienza di quali saranno le energie che dovremo spendere e in questo senso l'impegno sarà massimo.

Ha parlato di cambiamento, come parola chiave: a cosa si riferiva?

Dobbiamo avere il coraggio del cambiamento, dell’innovazione e l’energia per un progetto fatto di contenuti e risorse umane: sono il vero cuore del potenziale successo di questa nuova fase. Torino esce da un periodo di crisi importante, abbiamo il compito di far ripartire l’economia. La storica vocazione di Torino è il lavoro.

Domani ci sarà la prima Giunta?

Sì, sarà una Giunta politica. Esamineremo i primi dossier, gli assessori sono già lavoro: mi ero dato l’obiettivo di non perdere tempo, la città ha già un governo nel pieno delle sue funzioni. Credo sia un segnale di attenzione.

Sindaco, ha parlato del lavoro come priorità. Dopo Termoli, anche Intel rischia di non insediarsi sul territorio.

Una brutta notizia sicuramente. Il tema della politica industriale è una questione centrale nel futuro di Torino affronteremo il dossier nella sua completezza il prima possibile e mi farò aiutare dall'assessora Pentenero che ha le deleghe alle attività produttive.

C’è anche la questione Stellantis: cosa ne pensa della rottura tra l’azienda e la FIOM?

La questione della politica industriale della città è una questione che tiene diversi aspetti. La questione è centrale, la manifattura nei suoi diversi settori e l'auto è uno di questi, è certamente al centro dell'azione di questa amministrazione. 

Oggi in Sala Rossa c’erano anche i suoi genitori: avrebbero mai immaginato di vederla sindaco?

Direi proprio di no.

Lei ha rivendicato nuovamente le sue scelte circa la composizione della Giunta, scelte di competenza che vanno al di là degli equilibri partitici.

La Giunta è stata composta nell'interesse esclusivo della città e dei torinesi. Ho valutato di individuare donne e uomini di assoluta competenza nelle diverse deleghe e credo davvero che la squadra che abbiamo composto sia una squadra che può davvero dare molto alla nostra città.

Per ricucire con i tanti cittadini che non hanno votato, la rivedremo in periferia a breve? O sono previste misure per avvicinarsi a loro?

L'ascolto dei cittadini sarà un metodo che applicheremo per tutta la durata del mandato, la questione principale è dare risposte concrete. I cittadini possono riavvicinarsi alla politica solo se la politica risponde ai bisogni, dà l'esempio, e punta su competenza e merito che sono le questioni centrali dentro le quali si misura la credibilità di chi si candida e poi viene chiamato a governare la comunità comunità.

Tornerà quindi la sedia per ascoltarli?

Tornerà quanto prima avvieremo l'amministrazione ci sono una serie di incombenze importanti dal punto di vista amministrativo, sarà un metodo che proveremo ad applicare davvero in tutta la durata del mandato.

Ha fatto un cenno a un cambio di rapporto con la Regione, cosa non funzionava prima?

Penso davvero che questa città abbia bisogno di fare quadrato sulle grandi questioni con le altre istituzioni, la Regione e il Governo innanzi tutto. Da parte mia c'è la massima disponibilità alla concordia e alla cooperazione istituzionale. Credo che quello che interessa ai cittadini è che chi guida le amministrazioni sia in grado di organizzare un lavoro operativo che porti sviluppo, crescita e ricchezza e che riduca le diseguaglianze. Da questo punto di vista credo ci siano tutte le premesse per fare un buon lavoro. 

Tra le priorità c’è il teatro Regio, uscito dal Commissariamento e che aspetta un nuovo Consiglio di indirizzo?

La scelta dell'assessora alla Cultura Purchia aiuta nella valutazione che faremo, sarà uno dei primi dossier di cui mi occuperò insieme a lei.

Ha chiesto pazienza ai torinesi...

Siamo consapevoli delle difficoltà che abbiamo davanti, chiediamo pazienza, di starci vicino e di darci consigli: questa città riparte solo se unita e coesa.

Andrea Parisotto e Cinzia Gatti

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