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Attualità | 11 novembre 2021, 19:08

Con Peers4Food Torino diventa capitale della lotta all'obesità giovanile coinvolgendo i ragazzi

Il progetto, ideato dal Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino, ha visto un gruppo di 16 studenti di Engim impegnati in un percorso “tra pari” volto alla promozione di stili di vita sani

giovani di Peers4Food

Con Peers4Food Torino diventa capitale della lotta all'obesità giovanile coinvolgendo i ragazzi

Torino dà una scossa alla lotta all'obesità giovanile grazie a Peers4Food: il progetto (vincitore di una challenge lanciata dall'Istituto Europeo di Tecnologia, ndr), ideato dal Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino in collaborazione con l'ateneo di Varsavia e l'Istituto IMDEA di Madrid, ha coinvolto 16 ragazzi iscritti ai corsi dell'ENGIM Piemonte “Artigianelli” (tra i 14 e i 17 anni) in un percorso “tra pari” alla scoperta di un'alimentazione di qualità, dell'esercizio fisico e di stili di vita sani per combattere una tendenza sempre più frequente soprattutto nelle fasce di età più basse.

Disuguaglianza sociale causata dal cibo

Peers4Food va a colpire, grazie all'apporto dato da professionalità del mondo della psicologia, delle scienze motorie, della comunicazione e della medicina, un tema fondamentale come la scarsa educazione alimentare che porta a frequenti problematiche legate al peso: “Lo scarso accesso a cibo sano e di qualità - ha spiegato la responsabile scientifica Barbara Loera – è una delle cause maggiori di disuguaglianza sociale: in Italia, la percentuale di bambini sovrappeso corrisponde al 20% del totale e questo sta portando a un aumento delle patologie tipiche di questa condizione come ictus e malattie cardiache anche in età giovanile”.

L'importanza del gruppo dei pari

La prima fase, durata 5 settimane, si è recentemente conclusa e ha visto i partecipanti come protagonisti principali della propria esperienza: “Imporre delle diete – ha aggiunto Loera - senza la necessaria condivisione è sbagliato, mentre l'approccio utilizzato ha previsto una tipologia di apprendimento attraverso le dinamiche di gruppo e un'interazione strutturata come strumento di cambiamento; grazie al confronto costruttivo orientato a un obiettivo condiviso abbiamo avuto dinamiche che non saremmo mai riusciti ad attivare lavorando sui singoli”.

Salerno: “Dobbiamo usare lo stesso linguaggio dei giovani”

Il progetto, sviluppato anche in collaborazione con l'Asl, è stato valutato attentamente anche dalla Città di Torino come esempio di buona pratica: “Se vogliamo penetrare - ha sottolineato l'assessora alle politiche giovanili e all'istruzione Carlotta Salerno – nella comunità giovanile dobbiamo adottare lo stesso linguaggio, per questo l'approccio utilizzato da Peers4Food è fondamentale. L'esperienza del food spesso viene vissuta soltanto a livello visivo ed estetico senza considerare la conoscenza delle materie prime e l'impatto sul nostro corpo; dobbiamo lavorare in questa direzione per favorire sia il benessere fisico che psicologico”.

Marco Berton

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