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Attualità | 16 novembre 2021, 13:06

Dopo oltre 20 anni di progettazione Luserna San Giovanni ha il suo Piano regolatore

Meno abitanti rispetto alle previsioni del 1987. Alle attività produttive viene consentito di espandersi all’interno dell’area che occupano

Dopo oltre 20 anni di progettazione Luserna San Giovanni ha il suo Piano regolatore

L’iter è partito nel 1997, ma si è concluso solo nelle scorse settimane. Luserna San Giovanni ha il suo nuovo piano regolatore generale comunale che sostituisce quello intercomunale del 1987, formulato a livello di Comunità montana.

Di ciò che era stato previsto allora non tutto è stato realizzato nei successivi decenni: è stato attuato il 79% per quanto riguarda la destinazione residenziale e solo il 28% di quella produttiva e commerciale. Il 100% è stato raggiunto solo per la destinazione artigianale.

L’assessore all’urbanistica, Elena Marcellino, si era già occupata di rivedere lo strumento urbanistico durante il precedente mandato: “Eravamo convinti di riuscire a chiuderlo già allora ma l’approvazione del piano paesaggistico regionale, nel 2017, ha imposto una revisione dei tempi: l’adeguamento ha comportato l’individuazione di tutti gli usi civici e l’esame idrogeologico del territorio”.

Marcellino spiega come il piano approvato è molto diverso da quello preliminare formulato negli anni novanta: “Abbiamo ‘salvato’ solo 27 aree edificabili rispetto all’idea iniziale, il piano paesaggistico infatti impone un consumo del suolo praticamente pari a 0”. Non è prevista un’espansione dell’abitato di Luserna San Giovanni ma solo il completamento di aree già edificate: “Sono ‘zone di cucitura’: non cambieranno quindi le dimensioni dell’agglomerato urbano attuale e certe aree sono preservate per il valore ambientale – spiega l’assessore –. Ad esempio, vengono conservati i prati che collegano il centro alla strada panoramica”.

Rispetto al piano del 1987 è stata rivista al ribasso la capacità insediativa residenziale teorica, il numero di abitanti infatti è sceso a 12.376 mentre negli anni ottanta raggiungeva i 16.551 Ed è cambiato anche il modo di individuare le aree di nuovo impianto ed espansione: non più estensioni grandi caratterizzate da un alto numero di proprietà catastali, ma aree di dimensioni minori e interventi di completamento di piccole dimensioni.

Anche per le zone industriali e artigianali viene prevista la possibilità di espansione, ma l’assessore però sottolinea che le esigenze di ampliamento delle aziende lusernesi sono ridotte: “Le richieste di espansioni sono pochissime”. Cresce il cosiddetto rapporto di copertura, consentendo alle imprese di coprire il 70% e non più il solo 50% dei lotti in cui operano.

Con il passare degli anni dal piano regolatore è stata eliminato il progetto di una nuova area industriale: “Sarebbe dovuta sorgere lungo la provinciale 161, nella zona che dal ponte di Bibiana arriva al supermercato Basko – ricorda Marcellino –. Valeva circa 2milioni di euro e prevedeva la realizzazione di una strada nuova, ma non rappresenta più le esigenze attuali e non è compatibile con i vincoli idrogeologici”. Proprio vicino al supermercato c’è una nuova area di costruzione destinata ad attività produttiva: “Ma è di dimensioni limitate, non ha nulla a che fare con quel vecchio progetto” assicura Davide Benedetto, responsabile dell’area tecnica del Comune.

Elisa Rollino

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