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Cronaca | 27 novembre 2021, 12:27

Inchiesta Juventus: per i pm Paratici artefice delle plusvalenze, vertici club erano consapevoli

I magistrati torinesi indagano anche sui rapporti tra il club bianconero e Cristiano Ronaldo

i vertici juve con ronaldo

Inchiesta Juventus: per i pm Paratici artefice delle plusvalenze, vertici club erano consapevoli

Sin dai primi accertamenti sono emersi indizi precisi e concordanti per ritenere che i valori sottesi ai trasferimenti in questione non siano stati oggetto di una fisiologica trattativa di mercato ma che si sia di fronte a operazioni sganciate da valori reali di mercato, preordinate e attestanti ricavi meramente “contabili” in ultima istanza fittizi”. È quanto riportato nel decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Torino, che ieri ha portato al blitz della Finanza nelle sedi di Torino e Milano della Juventus.

Paratici nel mirino degli inquirenti

I vertici del club bianconero sono indagati per presunte plusvalenze.
I magistrati torinesi hanno individuato nell’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, considerato l’artefice “della pianificazione preventiva delle plusvalenze”, con i vertici del Cda bianconero “in primis il presidente Andrea Agnelli” che appaiono “ben consapevoli della condotta attuata dall’ex manager bianconero e delle conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario non certo derivanti solo dal contesto pandemico in atto”.

Sotto la lente d'ingrandimento l'affare CR7

Un’inchiesta che tira in ballo numerosi calciatori, fra cui Cristiano Ronaldo. Nel mirino degli inquirenti, infatti, ci sarebbero documenti e scritture private non pubblicati e comunicati agli organi competenti. In particolare, una scrittura attestante la sussistenza di un "obbligo non federale" a carico dell’Atalanta, nell'ambito della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Demiral e Romero, e una scrittura privata “carta famosa che non deve esistere teoricamente", riguardante il rapporto contrattuale e le retribuzioni arretrate del fuoriclasse portoghese.

"Macchina ingolfata da investimenti eccessivi"

La Juventus viene paragonata a una "macchina ingolfata" a causa di investimenti oltre le previsioni di budget e di altre operazioni poco accurate, tra cui gli stipendi eccessivi: è questo lo scenario che stanno disegnando gli inquirenti della procura di Torino.

Con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita dei calciatori la società bianconera ha generato un "ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio", mascherando perdite di esercizio: 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021.

Gli affari 'contestati' di giovani calciatori

L'acquisto dall'Olympique Marsiglia del ventenne Marley Akè per 8 milioni di euro, in cambio della cessione alla stessa cifra di Franco Tongya, 19enne nato a Torino da genitori camerunensi e cresciuto nel vivaio della Juventus. E' una delle cosiddette operazioni "a specchio" finite nel mirino della procura. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finite pure numerose cessioni di giovani calciatori dell'Under 23 "con corrispettivi rilevanti e fuori range" rispetto a calciatori del medesimo livello e categoria. E' il caso dell'acquisto dal Barcellona di Alejandro Marques Mendez,  ventenne ora in prestito al club spagnolo CD Mirandés, per 8,2 milioni di euro, in cambio del centrocampista brasiliano 23enne Matheus Pereira valutato 8 milioni.

Nel mirino degli inquirenti anche le cessioni e le acquisizioni effettuate in prossimità della scadenza contrattuale, come nel caso dell'acquisto per 18 milioni di euro di Nicolò Rovella dal Genoa, con contestuale cessione allo stesso Genoa di Manolo Portanova per 10 milioni e di Elia Petrelli per 8 milioni.

Marco Panzarella

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