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Politica | 06 dicembre 2021, 17:37

Lo Russo presenta il programma, le minoranze abbandonano l'aula: caos in Sala Rossa [VIDEO]

Lega, Fdi, Forza Italia, Torino Bellissima si compattano: “Il sindaco non ci ascolta: è il primo cittadino di tutti o solo del Pd?”. La replica di Lo Russo: "Non hanno accettato l'esito delle urne"

Lo Russo presenta il programma, le minoranze abbandonano l'aula: caos in Sala Rossa [VIDEO]

E’ caos in Sala Rossa nel primo vero Consiglio comunale politico, quello che ha portato in aula la discussione del programma del sindaco Stefano Lo Russo. Le minoranze, infatti, hanno abbandonato la sala in segno di protesta, lasciando vuoti i banchi a pochi minuti dall’inizio del Consiglio comunale.

Lega, Fratelli d’Italia, M5s, Torino Bellissima e Forza Italia hanno abbandonato l’aula durante l’intervento del sindaco Lo Russo. Il motivo? La volontà della Giunta di non discutere gli emendamenti presentati dalle minoranze. I capigruppo hanno quindi indetto una conferenza stampa lampo nella Sala dei Marmi, proprio mentre il sindaco presentava il programma a un'aula piena per metà.

Russi e Maccanti: "Non si è voluto discutere le nostre proposte"

"La Giunta non ha voluto discutere nemmeno una delle nostre proposte di merito, non erano ostruzionistiche. Erano proposte nell'interesse della città e delle sensibilità dei cittadini che ci hanno sostenuto" è il commento di Andrea Russi, capogruppo M5s, che ha ricordato come già nel 2011 e nel 2016 le minoranze avessero presentato proposte migliorative. "Siamo delusi, questo avviene in un momento storico particolare in cui il Rapporto Rota ci consegna l'immagine di una Torino piegata. Chiedevamo di poter discutere le proposte migliorative per la città", è invece il commento di Elena Maccanti, capogruppo Lega.

Damilano e Ambrogio: "Sorprendente"

Una posizione simile a quella tenuta da Paolo Damilano (Torino Bellissima): "E' sorprendente questa chiusura. Non ci viene data la possibilità di parlare ed esprimere la nostra opinione: è un atteggiamento di non apertura nei nostri confronti, speriamo che la maggioranza possa ravvedersi". "I tempi c'erano, potevamo convocare il Consiglio di mattina. Potevamo tranquillamente discutere", ha spiegato Paola Ambrogio (Fdi).

Crosetto e Garcea attaccano: "Viene meno il processo democratico"

"Lo Russo aveva detto di voler essere il sindaco di tutti, ma si è subito rivelato il primo cittadino del Partito Democratico e della maggioranza. Questo va a discapito dei torinesi": è l'attacco di Domenico Garcea (Forza Italia). "Dispiacere e confusione. Lo Russo ci aveva detto di essere aperto a delle idee: il retrofront della Giunta ci lascia spiazzati, ecco perché abbiamo lasciato l'aula. Il dibattito democratico è fondamentale per migliorare la vita di Torino, altrimenti sarebbe come far governare solo la maggioranza senza che la minoranza sedesse qui in Consiglio" ha poi concluso Giovanni Crosetto, capogruppo di Fratelli d'Italia.

Ricca: "Lo Russo ci silenzia mettendo un bavaglio alle opposizioni"

"Noi proponiamo modifiche per migliorare la vita dei cittadini, correggere il tiro sulle piste ciclabili, aumentare il peso democratico delle circoscrizioni e il PD cosa fa? Non le legge nemmeno e ci silenzia mettendo un bavaglio alle opposizioni. Io lo dico chiaro e tondo: oggi lasciamo l’aula in protesta contro questi metodi. Si porti rispetto per i cittadini torinesi che ci hanno votato ed esigono un confronto democratico sui temi" è invece l'attacco di Fabrizio Ricca (Lega).

Lo Russo si difende: "Non hanno accettato l'esito delle urne"

Dura la risposta di Lo Russo: "E' suggestivo il meccanismo per cui le minoranze hanno presentato oltre 130 emendamenti a quello che è il programma di mandato, che riflette l'esito elettorale: ossia oltre 130 emendamenti al programma del centrosinistra". "Capisco che perdere le elezioni può non far piacere a nessuno - ha aggiunto Lo Russo - ma credo sia rispettoso della dialettica democratica accettare l'esito elettorale, attivando un principio di collaborazione, anche di critica, ma certamente non di uno stravolgimento del programma uscito vincitore dalle urne". "Questo è il programma della coalizione e va rispettato per quello che è, e credo sia doveroso nei confronti dei torinesi non stravolgerlo. Trovo suggestiva questa modalità di azione da parte delle minoranze - ha concluso il sindaco - anche se alcune delle proposte contenute negli emendamenti sono utili spunti che potranno non far altro che migliorare la nostra azione".

 

Andrea Parisotto

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