Cultura e spettacoli - 21 dicembre 2021, 18:15

Davide Quadrio: “Per il Mao più networking e internazionalità, con un'attenzione al contemporaneo”

Tra gli obiettivi del neo direttore anche una nuova definizione di che cos’è oggi l’Oriente, ma anche un maggiore coinvolgimento delle comunità, delle scuole

In foto il nuovo direttore del Mao, Davide Quadrio

Che cosa vuol dire essere orientale oggi e quali sono le civiltà che verranno rappresentate all’interno del Mao? Sono alcuni degli interrogativi che guideranno il nuovo direttore del Mao, Davide Quadrio. 

Con una esperienza  alle spalle in Cina e in Asia, Quadrio intende portare il Museo di Arte Orientale verso un’evoluzione comunicativa. “Le mostre non saranno le sole a essere centrali. Avranno le loro complessità nel tessuto delle attività del Museo ma saranno un oggetto integrato del percorso che intendo sviluppare”. 

Un percorso che tenderà all’internazionalizzazione della realtà torinese, ancora troppo legate al locale, attraverso un sistema di networking che Quadrio conosce bene. Una rete che potrebbe appoggiarsi ad esempio alla piattaforma culturale da lui fondata, “Art hub”, la quale si occupa tra le altre cose di diffondere, preservare le culture e l’arte moderna. “Il Mao deve legarsi all’apparato della città, al pubblico, deve coinvolgere le comunità locali e le scuole, ma deve guardare anche all’estero. I progetti saranno accolti o costruiti in un percorso internazionale, una modalità di lavoro che cerco di fare con tutti i progetti che seguo".

Non curatore tour court, ma un produttore culturale, che nel corso del tempo ha sviluppato diversi progetti tra cui Vis Art, uno spazio no profit costruito in Cina nel ’98 e che ha creato due generazioni di artisti globali importantissimi. 

A Torino, Quadrio si era già occupato di “Hub India”, lo spazio dedicato all’arte moderna asiatica che diffuso tra Artissima e i Musei torinesi apre uno spaccato sui nomi più importanti della contemporaneità culturale dell’India e non solo.