Movida, alcol, droghe e il loro rapporto con l'adolescenza: quali i rischi e quali le possibili risposte? Se ne è parlato ieri all'Istituto Avogadro di corso San Maurizio a Torino davanti a decine di studenti e studentesse e a moltissime altre classi in collegamento streaming; all'incontro hanno partecipato anche la testimonial antidroga Giorgia Benusiglio, autrice del libro “Io non smetto”, la pallavolista dell'Agil Novara Britt Herbots e il rapper torinese Rico Mendossa.
La pericolosità dell'alcol e l'impegno della scuola
A preoccupare di più gli addetti ai lavori, per quanto riguarda gli adolescenti, è soprattutto l'alcol: “Occupa - ha sottolineato il direttore del nucleo Regionale Sanità sugli abusi di alcool tra i giovani ASL TO5 Massimo Baruchello – i primissimi posti della classifica in termini di pericolosità perché è di difficile smaltimento e una sua completa metabolizzazione avviene solamente a partire dai 19-21 anni di età: un suo abuso sul lungo periodo può portare a una dipendenza ma in età adolescenziale può causare danni diretti anche al cervello ancora in fase evolutiva”.
Il mondo della scuola, dal canto suo, ha assicurato il massimo impegno a riguardo: “All'interno degli istituti – ha invece spiegato Pierangela Dagna dell'Ufficio Scolastico Regionale – sono presenti i referenti salute e legalità, punti di riferimento per approcciarsi a tematiche così complesse sia dal punto di vista giuridico che sanitario, mentre con il Ministero si sta lavorando molto sulla prevenzione delle dipendenze e degli abusi grazie alla rete con l'ASl e l'assessorato alla sanità della Regione. I ragazzi dimostrano di avere una buona consapevolezza e di informarsi molto anche attraverso il web con la guida dei docenti”.
I rappresentanti dei locali per una movida sostenibile
Per i rappresentanti dei locali, invece, l'obiettivo è quello di togliere l'etichetta negativa alla parola movida: “Servono - ha commentato il presidente di Epat Alessandro Mautino – progetti di 4 o 5 anni con una rimodulazione degli orari e dell'urbanistica, norme locali e nazionali, una revisione del trasporto notturno e più attenzione al consumo inconsapevole di alcol a basso costo in modo da coniugare le esigenze di chi vuole divertirsi, di chi fa impresa e dei residenti”. “Una buona movida - ha aggiunto il vice-direttore di Fipe Luciano Sbraga – serve sia alla città che alle persone ma in molti casi non ci sono politiche attente allo sviluppo degli esercizi né controlli sufficienti sui take-away di alcol”.
Le testimonianze
È stata la testimonianza di Benusiglio, che all'età di 17 anni ha dovuto subire un trapianto di fegato a causa di un'epatite fulminante causata dalla sostanza da taglio contenuta in mezza pasticca di ecstasy assunta durante una serata in discoteca, ad impressionare e stimolare la curiosità dei ragazzi presenti: “Prima di fare certe scelte - ha dichiarato – ricordatevi di quello che è successo a me e chiedetevi se sareste in grado di superare quello che ho passato io”.
Pieni di vita e speranza sono stati, infine, i messaggi lanciati da Herbots e Mendossa: “La testa - ha commentato la prima – è la cosa più importante anche per noi sportivi: se avete dei sogni dovete crederci dare il 200%”. “Nonostante - ha aggiunto il secondo – un'adolescenza difficile, attraverso il lavoro e la disciplina sono riuscito a trasformare situazioni negative in positive e ora, con il collega Zuli, cerco di aiutare i ragazzi di Barriera con la 'rap terapia' nei giardini del quartiere”.