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Attualità | 13 gennaio 2022, 14:27

In Val Pellice gli amanti della mountain bike cercano il dialogo con gli enduristi per non scontrarsi lungo i sentieri

L’appello a trovare un accordo è stato lanciato su Facebook da un ciclista che, assieme a un gruppo di amici, si fa carico della manutenzione delle stradine. La convivenza è difficile soprattutto tra Bricherasio e Prarostino

Il segno sui sentieri delle moto da Enduro

Il segno sui sentieri delle moto da Enduro

Appassionati di mountain bike cercano enduristi disposti ‘a fare la pace’ e a trovare un accordo per percorrere in sicurezza i sentieri tra i boschi. L’appello è partito da Carlo Agirò, un amante delle stradine che s’inoltrano tra le colline e i monti della Val Pellice e che assieme a un gruppo di amici ciclisti, si fa carico anche della loro manutenzione.

“Con le moto da enduro passano sui sentieri che magari abbiamo appena finito di pulire creando due tipi di problemi: in poco tempo la strada è ridotta in uno stato tale che il passaggio delle bici impiegherebbe mesi ad eguagliare – spiega –. Inoltre, spesso li incontriamo nel senso di marcia inverso al nostro e così si rischia di farsi male”. Per questo Agirò e i suoi amici hanno lanciato un appello invitando, attraverso Facebook, i motociclisti al dialogo: “Sentiamoci, troviamo un accordo per convivere. Spesso quando ci incontriamo sui sentieri volano gli insulti, ma mi auguro che sia possibile comunicare”.

Il problema della convivenza tra chi usa la bici e chi la moto è diffuso nelle vallate ma, in Val Pellice, la situazione sembra essere delicata nella zona collinare tra Bricherasio e Prarostino: “Anche qui ci occupiamo della pulizia del sentiero ma poi capita che qualcuno passi con la moto da enduro rovinandolo. La convivenza è possibile ma dobbiamo metterci d’accordo”. Una soluzione potrebbe essere individuare per ogni sentiero un senso di marcia: “È una soluzione adottata in diversi posti come a Finale Ligure sottolinea Agirò –. Lì l’esigenza è nata con il diffondersi delle bici a pedalata assistita che hanno reso praticabili anche in salita strade che solitamente si facevano in discesa”.

Elisa Rollino

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