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Cronaca | 15 gennaio 2022, 16:56

Comala, i centri sociali in marcia per protestare contro la nuova Esselunga. Scontri con la polizia in corso Ferrucci [VIDEO]

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. I primi volevano protestare contro il progetto del nuovo supermercato che andrebbe a cancellare le attività di Comala. La polizia ha impedito la marcia con la forza. L'evento si è così tenuto davanti al centro

La protesta in corso Ferrucci, davanti al centro Comala

La protesta in corso Ferrucci, davanti al centro Comala

Tensioni nel pomeriggio tra la polizia e un centinaio di attivisti dei centri sociali Askatasuna e Gabrio, che hanno protestato a favore dello spazio Comala di corso Ferrucci, dove sorgono aule studio per universitari, associazioni culturali e attività per giovani e ragazzi.

L'esistenza del centro Comala, frequentatissimo dagli studenti del Cit Turin ma non soltanto, è messa in dubbio adesso dal futuro progetto dell'Esselunga, che prevede di utilizzare la strada di ingresso del Comala per il deposito e il passaggio dei mezzi. Una scelta che inevitabilmente andrebbe a impattare e cancellare gli spazi esterni attualmente utilizzati dalle associazioni.

La protesta di oggi "contro l'apertura dell'ennesimo centro commerciale" e contro "le speculazioni che da anni caratterizzano le politiche urbane" si è scatenata contro le forze dell'ordine. I manifestanti hanno provato a muoversi da corso Ferrucci, dove si sono dati appuntamento per iniziare una "passeggiata nel quartiere", ma la polizia glielo ha impedito per far rispettare le norme anti-Covid. La manifestazione si allora svolta pacificamente sul luogo, con gli attivisti che hanno occupato simbolicamente corso Ferrucci, inscenando danze e sit-in sul viale centrale. Il traffico nella zona è stato deviato, mentre l'intera area è stata presidiata dalla polizia in assetto antisommossa.

"Oggi il Comitato Essenon - composto da varie realtà cittadine - ha chiamato una passeggiata in quartiere per porre l'attenzione sull'assurdo progetto che si sta per abbattere sul Parco Artiglieri da Montagna: la costruzione di un mega supermercato dell'Esselunga", si legge in una nota diffusa dai manifestanti. "Il comitato è nato per opporsi all'ennesima cementificazione e privatizzazione di un'area verde, all'ennesimo progetto che toglie i già pochi spazi di studio e socialità giovanile. Oggi avrebbe dovuto esserci una passeggiata informativa in quartiere, ma fin da subito i reparti della celere hanno bloccato il corteo con spinte e manganellate. Abbiamo trovato davanti a noi una militarizzazione del quartiere assurda e sconsiderata. La celere ha addirittura chiuso e sequestrato per ore i manifestanti e chi studiava dentro l'aula studio in una via stretta, chiusa su due lati e senza vie di fuga, mentre continue cariche ammassavano le persone, creando così una situazione molto pericolosa".

"Torino non può essere costantemente ostaggio dei centri sociali. Gli episodi odierni dimostrano ancora una volta la pericolosità di realtà che non possono essere più tollerate. Piena solidarietà alle forze dell’ordine costrette ancora una volta a subire insulti e vili attacchi. Dopo i No Tav, ecco i No Esselunga, ma la matrice è sempre la stessa: la sinistra autonoma", ha commentato la deputata torinese di Fratelli d’italia Augusta Montaruli. "Dopo i No Tav, a Torino ci mancavano a far casino i No Esselunga, centri sociali e perditempo vari", ha invece scritto su Twitter Matteo Salvini. "La Lega sta con le forze dell'ordine e con chi porta ricchezza e lavoro, non con la gentaglia che grida 'merde e nazisti' a donne e uomini in divisa".

Daniele Angi

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