Economia e lavoro | 21 gennaio 2022, 16:02

Export, i distretti torinesi volano insieme a quelli del Piemonte: soltanto la Moda fa da zavorra

Escludendo alcuni comparti particolarmente in crisi legati a tessile e oreficeria, tutti gli altri si trovano al di sopra dei livelli pre crisi del 2019

Tir che viaggia in autostrada

Tornano a correre le esportazioni dei distretti torinesi e piemontesi

La pandemia non fiacca i distretti piemontesi, quelli che hanno una vocazione particolare in determinati settori economici e che puntano a far crescere la propria presenza sui mercati internazionali. Ma nonostante la crescita, il periodo pre Covid è ancora da raggiungere. Soprattutto per le difficoltà incontrate dal settore Moda.

Lo confermano i dati sul terzo trimestre 2021 secondo il Monitor dei Distretti del Piemonte curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo: il periodo ha rappresentato un periodo di crescita per le esportazioni dei distretti piemontesi (+9,3%), durante il quale sono stati quasi recuperati i livelli di export del terzo trimestre 2019 (-1,3%). 

 

Da inizio anno una crescita a doppia cifra

Considerando complessivamente i primi nove mesi del 2021, l’export dei distretti industriali piemontesi ha registrato un aumento del 16,6% rispetto agli stessi mesi del 2020. Tuttavia, questo balzo risulta inferiore alla media dei distretti industriali italiani (+20,5%) e del manifatturiero piemontese (+24,1%). Inoltre, il confronto con i primi nove mesi del 2019 evidenzia un gap del 5,8% (pari a 489 milioni di euro) ancora da colmare rispetto ai livelli di export pre-Covid per i distretti piemontesi, mentre i distretti italiani segnano un aumento del 2,3% e il manifatturiero piemontese del 2,5% nello stesso periodo.
Il dato distrettuale regionale è condizionato dalle difficoltà incontrate dal comparto Moda, escludendo il quale i distretti piemontesi hanno registrato risultati in linea con la media dei distretti italiani (anch'essa calcolata escludendo il comparto Moda): +7,4% vs +7,8%.

 

 

Un'Europa ancora da "riconquistare"

Rispetto ai primi nove mesi dell'anno precedente, risulta buono l'andamento delle esportazioni distrettuali piemontesi sia sui mercati maturi (+12,3%) trainati da Stati Uniti, Irlanda e Germania, che sui nuovi mercati (+26,9%) con Cina e Hong Kong in testa. Se consideriamo, invece, l'andamento delle esportazioni rispetto ai primi nove mesi del 2019 emergono sostanziali differenze: le esportazioni verso i nuovi mercati si collocano sopra i livelli pre-crisi del 3,1%, mentre le esportazioni verso i mercati maturi risultano in calo del 9,4%. Tra i paesi con i maggiori gap troviamo Svizzera, Francia, Regno Unito e Spagna.

 

Dall’analisi per singolo distretto emerge un quadro positivo: risultano in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2020 tutti i distretti piemontesi (ad esclusione del Riso di Vercelli) e 8 distretti su 12 sono già oltre i livelli di export dello stesso periodo del 2019.

Il distretto che sta mostrando le performance migliori è quello dei Casalinghi di Omegna, protagonista di un balzo significativo nei primi nove mesi del 2021 (+53,7%), che gli ha consentito di crescere anche rispetto ai primi nove mesi del 2019 (+36,9%). 

Spiccano in positivo i distretti Agro-alimentari piemontesi, che sui mercati esteri hanno conseguito risultati migliori rispetto ai distretti alimentari italiani: +16% rispetto ai primi nove mesi del 2020 (vs +9,8%). La Nocciola e frutta piemontese ha conseguito una crescita sui mercati esteri del 34%, i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato del 17,9%, i Dolci di Alba e Cuneo del 15,3% e il Caffè, confetterie e cioccolato torinese del 13,2%. Solo il Riso di Vercelli risulta in calo del 5,5%. Tutti i distretti Agro-alimentari piemontesi hanno superato abbondantemente anche i livelli di export dei primi 9 mesi 2019 (+18,4%), anche in questo caso facendo meglio dei distretti Agro-alimentari italiani (+14,1%).

In forte ripresa anche la Meccanica distrettuale piemontese (+15%). Risultano in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2020 tutti i distretti: Macchine tessili di Biella (+47,5%), Rubinetteria e Valvolame di Cusio-Valsesia (+18,6%), Macchine utensili e robot industriali di Torino (+9,9%) e Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (+5,1%). Il recupero rispetto ai livelli dei primi 9 mesi 2019 però non è ancora pieno (-8,4%). 

Segnali di recupero emergono anche per le esportazioni del Sistema Moda (+18,2%), in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2020: Oreficeria di Valenza (+27,3%) e Tessile di Biella (+11,4%). Risultano però ancora molto lontani i livelli di export registrati a inizio 2019: Oreficeria di Valenza -36,2% e Tessile di Biella -19,4%.

 

I poli tecnologici viaggiano ad alti livelli

Molto positiva la performance sui mercati esteri del Polo ICT di Torino, che si colloca oltre i livelli dei primi nove mesi del 2020 (+18,1%) e del 2019 (+14,1%). In rimonta anche le esportazioni del Polo aerospaziale del Piemonte, aumentate dell'1,5%, ma inferiori ai livelli dei primi nove mesi del 2019 quasi del 20%.

 

In questo contesto, rincari delle commodity, interruzioni delle forniture e recrudescenza della pandemia rappresentano tre punti di attenzione, che potrebbero rallentare, anche se solo in parte, lo slancio della domanda mondiale nella prima parte del 2022. Le prospettive di crescita per l’export distrettuale restano comunque positive.  

Nei primi nove mesi del 2021 i distretti piemontesi hanno esportato per un valore assoluto di quasi 8 miliardi di euro, recuperando terreno sia nei mercati maturi che in quelli emergenti - commenta Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria Intesa Sanpaolo -. Le evidenze dello studio lasciano intuire la forza del “made in Piemonte” e le potenzialità per poter tornare ai livelli del 2019, con le nostre imprese rese più competitive grazie agli investimenti in tecnologie 4.0. Spiccano in positivo i distretti Agro-alimentari, che manifestano anche una certa vivacità nelle operazioni di espansione e acquisizione, e i distretti industriali della meccanica piemontese, seppure non sia ancora pieno il recupero verso i valori pre-pandemici. E confortano i segnali positivi dal distretto della Moda, che avrà bisogno di più tempo per riprendersi dagli effetti della crisi. Il recente accordo siglato da Intesa Sanpaolo con Sistema Moda Italia va proprio nella direzione di supportare le imprese di questa filiera, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, riconoscendone le esigenze finanziarie principali tra cui il prolungamento delle scadenze del debito, la necessità di liquidità, gli investimenti orientati allo sviluppo sostenibile".

Massimiliano Sciullo

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