Economia e lavoro | 21 gennaio 2022, 16:45

La storia del plettro: un alleato storico per il chitarrista

Oggi avere un plettro personalizzato è fondamentale per moltissimi musicisti e band perché consente loro di distinguersi: ecco un articolo molto utile sul tema

La storia del plettro: un alleato storico per il chitarrista

Il plettro è un vero e proprio compagno di vita per i chitarristi: un pezzo fondamentale, che da semplice strumento per suonare la chitarra al meglio è diventato, con il passare degli anni, un grande alleato. I professionisti del settore lo sanno perfettamente: il plettro non serve solamente per evitare di distruggersi le dita ma permette anche di trovare il sound giusto perché a seconda del suo spessore è in grado di restituire suoni differenti. Se sfruttato al meglio dunque, questo piccolo e solo all’apparenza insignificante oggetto riesce a fare la differenza e per qualsiasi chitarrista rappresenta un vero e proprio must have. Non solo però, perché se andiamo a vedere la storia del plettro possiamo notare che negli ultimi anni è diventato anche un simbolo, nonché uno strumento di marketing. Oggi avere un plettro personalizzato è fondamentale per moltissimi musicisti e band perché consente loro di distinguersi e di avere un gadget da regalare ai propri fan che sia semplice, simpatico e al tempo stesso economico.

Ripercorriamo però la storia del plettro, per vedere come si è evoluto questo irrinunciabile compagno di viaggio dei chitarristi.

I primi plettri di tartaruga di fine ‘800
I primi plettri documentati sembrano risalire alla fine dell’800 ed erano realizzati con il carapace delle tartarughe. La loro forma era del tutto simile a quella attuale, ma naturalmente non era possibile, per i musicisti dell’epoca, scegliere lo spessore del proprio plettro. Si trattava comunque di uno strumento che veniva utilizzato quasi sempre, soprattutto per ragioni pratiche. Per un intero secolo gli unici plettri che si potevano trovare erano questi: la svolta è arrivata intorno agli anni 20 del ‘900, quando sono nati i primi plettri moderni.

La nascita del plettro moderno in celluloide
La nascita del plettro moderno in celluloide risale al 1922 ed è avvenuta a New York, per opera tuttavia di un italiano. Sembra infatti che un certo Luigi D’Andrea, napoletano emigrato negli USA, ebbe l’intuizione di realizzare dei plettri con questo materiale innovativo grazie a suo figlio. L’italiano infatti vendeva dei kit per fare rifiniture in celluloide per oggetti, che ritagliava generalmente a forma di cuoricino. Una sera, mentre era alle prese con le sue lavorazioni, il figlio gli fece notare che assomigliavano ai plettri in tartaruga che usava sempre il nonno per suonare il mandolino. Luigi D’Andrea decise allora di provare a vendere una scatola di plettri ed ebbe subito un grande successo, al punto da aprire una piccola fabbrica. È così che è nato il business dei plettri in celluloide: un materiale che viene utilizzato ancora oggi per realizzare questi strumenti.

L’evoluzione del plettro ai giorni nostri
Negli ultimi decenni il plettro è passato da un mero strumento per i musicisti a vero e proprio simbolo, portafortuna, compagno inseparabile. Ormai i chitarristi non possono più fare a meno del loro plettro e anzi, nella maggior parte dei casi vantano una vera e propria collezione, custodita come un tesoro. Oggi di grande tendenza sono i plettri personalizzati, che vengono utilizzati come gadget e strumento di marketing dai musicisti e dalle band indipendenti.

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