Sanità | 21 gennaio 2022, 09:24

Chiusura Pronto Soccorso pediatrico di Chieri, associazione Adelina Graziani: "Non siamo d'accordo"

Duà e Sacco dicono "no" alla conversione in ospedale pediatrico Covid. Contrario anche il sindacato Anaao Assomed

Chiusura Pronto Soccorso pediatrico di Chieri, associazione Adelina Graziani: "Non siamo d'accordo"

"Ieri ho appreso come un fulmine a ciel sereno della chiusura già da oggi del Pronto Soccorso pediatrico dell’ospedale Maggiore di Chieri per destinarlo a reparto pediatrico Covid dedicato. Non sono assolutamente d'accordo" comincia così la nota stampa firmata da Rachele Sacco e Riccardo Duà dell'associazione Adelina Graziani per i diritti Umani e contro la Malasanità. 

"Tantissimi cittadini chieresi arrabbiati si sono rivolti a me saputa la notizia. E’ una decisione presa dal Dirmei, che non conosce bene questo territorio, per quanto la ritengano loro necessaria, io non la condivido, potevano scegliere la chiusura di Moncalieri, più vicina a Torino, piuttosto che lasciare scoperta Chieri, ma più di tutto l’intero territorio Chierese che avrà serie difficoltà a recarsi a Torino, Moncalieri e Carmagnola (considerato che il Pronto di questo ospedale è chiuso in orario notturno) in caso di emergenza per i bambini. Ho sentito subito i vertici dell’Asl TO5, il direttore generale Pescarmona e il direttore sanitario Messori che mi hanno spiegato i motivi della scelta fatta dal Dirmei, comprendo che la colpa non sia loro ed è una scelta imposta, ma la mia perplessità è questa: se io avessi un figlio in età pediatrica e avessi bisogno del pronto Soccorso e sono del Chierese, piuttosto che andare a Moncalieri andrei al Regina Margherita che è a 2 minuti in più". 

Sull'argomento è intervenuto Anaao Assomed, il sindacato dei medici. "Ci chiediamo se la popolazione sia stata avvisata riguardo al fatto che i bambini verranno visitati e il loro destino (ricovero a Moncalieri o Regina Margherita l’invio a domicilio) verrà deciso da Medici che normalmente vistano solo adulti, spesso anziani senza alcuna esperienza pediatrica. Non sarebbe stato meglio dirottare tutti i pazienti pediatrici al DEA di Moncalieri o altri DEA in cui sia presente un PS pediatrico? Perché si continua a gestire la pandemia senza tener conto delle competenze dei vari specialisti, scaricando su chi è in DEA tutte le responsabilità o, in altri casi, inviando in DEA Medici che non hanno alcuna esperienza di emergenza urgenza?".

comunicato stamp

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