Economia e lavoro | 22 gennaio 2022, 11:00

Il 2021 vede finalmente tornare a crescere il numero di imprese in Piemonte. Torino la locomotiva

I dati Unioncamere mostrano quasi 25mila nuove aziende, con un tasso dell'1,1%. Bene soprattutto l'edilizia, grazie anche alla spinta del Superbonus

gru di cantieri in costruzione

È soprattutto l'edilizia a veder crescere il numero di aziende attive in Piemonte

Finalmente tornano a crescere le imprese piemontesi. Almeno per quanto riguarda il numero complessivo di realtà attive. Lo dice l'ultima rilevazione di Unioncamere Piemonte, che mostra come - nel corso del 2021 - si siano contate quasi 25mila nuove aziende nella nostra regione (24.958 per la precisione), con una crescita del 19,2% rispetto al 2020, quando le nuove nate furono 20.942.

Un tasso che si mantiene ancora al di sotto del periodo pre crisi (2019, con una diminuzione di quasi 4 punti percentuali), ma che finalmente, dopo anni di contrazione, restituisce al tessuto produttivo regionale un impulso di vitalità.
Nello stesso arco di tempo, infatti, le cessazioni sono state 20.288 (il 7,4% in meno rispetto 2020 e addirittura il 26,2% in meno rispetto al 2019) e il saldo appare finalmente positivo (+4.670 unità). Il tasso è positivo: +1,1%, in netta ripresa rispetto al dato registrato nel 2020 (-0,23%).

Lo stock di imprese registrate nel complesso a fine dicembre 2021 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta così a 428.476 unità, confermando il Piemonte in 7ª posizione tra le regioni italiane, con il 7,1% delle imprese nazionali. La consistenza delle imprese in regione a fine 2021 supera non solo quelle del 2020, ma anche lo stock registrato pre-pandemia nel 2019.

ll tessuto imprenditoriale piemontese è in ripresa: da un lato sono aumentate le nuove iscrizioni e dall’altro sono diminuite le cessazioni. I dati mostrano che l’andamento delle iscrizioni è sicuramente correlato alle prospettive dell’economia, oltre che influenzato da andamenti settoriali diversificati e dalle politiche dei sostegni pubblici. In particolare, è evidente la forte espansione segnata dal comparto edile. Le istituzioni, come le Camere di commercio, continueranno a sostenere i loro imprenditori, fornendo tutto il supporto per creare, far sviluppare e tutela la propria attività, guardando all’innovazione e al digitale come vere leve di crescita", commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte.

Effetto superbonus sull'edilizia

La ripresa delle iscrizioni di nuove imprese e la contemporanea diminuzione delle cessazioni ha inciso con intensità differente a seconda dei settori. In particolare va evidenziata la forte espansione segnata dal comparto edile che mostra nel 2021, grazie anche agli incentivi che hanno caratterizzato il settore, un tasso di crescita di poco inferiore al 3%. In espansione anche gli altri servizi, che segnano un tasso del +2,01% e il commercio che cresce dello 0,46%. Il turismo, nonostante le forti difficoltà indotte dalla pandemia, tiene e registra una sostanziale stabilità (+0,13%). Debolmente negativo il risultato dell’industria in senso stretto (-0,17%), mentre una flessione più evidente caratterizza il comparto agricolo (-0,64%).

 

Torino prima della classe tra le province

A livello provinciale, il dato migliore del 2021 appartiene al capoluogo regionale, che segna un tasso di crescita del +1,64%. Manifesta una dinamica migliore della media anche Novara, con un +1,26%. Verbania e Vercelli registrano rispettivamente un tasso di crescita pari a +0,63% e +0,53% Il Piemonte meridionale mostra una dinamicità più contenuta: Alessandria (+0,49%), Cuneo (+0,40%) e Asti (+0,22%). La crescita meno intensa, infine, appartiene alle imprese biellesi (+0,13%).

Massimiliano Sciullo

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