Cultura e spettacoli | 22 gennaio 2022, 11:12

Diritti civili e scorci di vita, Franco Grillini si racconta in "Let's Kiss"

L'anteprima della biopic lunedì 24 gennaio al Cinema Massimo: "Il film mostra il grande cambiamento dagli anni Settanta ad oggi. E' stata una rivoluzione senza violenza, ma c'è ancora tanto da fare"

Franco Grillini durante le riprese del film al Pride di New York prima della pandemia

Franco Grillini durante le riprese del film al Pride di New York prima della pandemia

Franco Grillini ha vissuto tutte le battaglie per la conquista dei diritti civili in Italia. Ideatore e fondatore dell’Arcigay nazionale, è giornalista, uomo politico e attivista. La sua vita e i passi più importanti della rivoluzione Lgbt, dalla fondazione nell’82 della sede del Circolo di cultura omosessuale di Porta Saragozza, alla conquista delle unioni civili, sono raccontate nel film “Let’s kiss- Storia di una rivoluzione gentile” di Filippo Vendemmiati.  

Come è nata questa collaborazione con il regista?

“Con Filippo ci conosciamo dagli anni ’70, eravamo nel partito Unità proletaria insieme, e abbiamo condiviso una militanza comune. L’amicizia ha portato a immaginare un film di questo tipo, che ha trovato un produttore in Paolo Rossi Pisu. Abbiamo lavorato in periodo pre pandemia e siamo riusciti a fare tante riprese a New York durante la manifestazione in memoria dei moti di Stonewall, lungo vie di Manhattan. La mia voce narrante intreccia storia e vita personale”. 

Perché questo titolo “Let’s kiss - storia di una rivoluzione gentile” e che cos’è secondo lei una rivoluzione gentile? 

“Let’s kiss, cioè baciamoci. E’ un titolo affettuoso, come il sottotitolo, in risposta gli atti omofobi scatenati da gesti di affetto pubblico. Oggi è aggredito chi si bacia, chi si abbraccia. L’omosessualità in Italia è accettata adesso come fatto privato, ma rifiutata nel pubblico. Il titolo vuole sottolineare il cambiamento che c’è stato, ottenuto senza imposizione, senza un pensiero unico, è “gentile” perché il è stata senza morti o feriti. E’ forse l’unica vera rivoluzione, oltre quella femminista, senza violenza”. 

Quali aspetti di lei vedremo vedremo in questo film? 

“Racconta soprattuto la vita di un bambino, nato in un mondo contadino che adesso non esiste più. In Let's kiss racconto la storia di un'infanzia che è stata bellissima, a volte sono portato a credere sia stata la parte migliore della mia vita. Si parla poi di quando riuscii ad andare a scuola, fino alla laurea, e qui la biografia si intreccia con l’attività politica, iniziata a 16 anni quando entrai nel collettivo studentesco, fino all’82 e alla militanza Lgbt. Scopo del film è proprio di far vedere il cambiamento”.  

Quali sono stati i momenti più importati della lotta per i diritti civili e quanto è stato ottenuto fino ad oggi?

“I momenti salienti sono stati tanti, primo fra tutti la nascita del primo gruppo politico forte proprio a Torino cinquant’anni fa, con la contestazione pubblica ad aprile ’72 che contro la riunione dei sessuologi. Oggi sono schierati dalla nostra parte, ma una volta no, altro segno di quanto è stato radicale il cambiamento. Poi c’è stato l’82 quando per la prima volta in Italia un Comune diede in affitto un locale pubblico per un circolo di cultura omosessuale, di cui quest’anno festeggiamo il 40esimo anniversario. E’ la cesura tra prima e dopo, perché apriva un prima e un dopo con le istituzioni, con una piattaforma che rivendicava i diritti civili anche attraverso la concessione di una sede in cui si svolgeva un lavoro di interesse pubblico. All’inizio la difficoltà maggiore era garantire i servizi alla persona, nel film parliamo molto di questa dinamica evolutiva. Una altro passo sono state le trasmissioni televisive, fondamentali per raggiungere tutti. Il film mostra alcuni spezzoni improntati soprattutto di radicalismo omofobo per mostrare quanto fosse feroce in quegli anni. Tutto questo ha portato però a una rivoluzione che ha cambiato il volto del Paese, in modo irreversibile”. 

Parlando del panorama attuale, dopo l’affossamento del ddl zan, come si potrà andare avanti su questo fronte? 

“Tema importantissimo che si inserisce nel più ampio quadro dei diritti civili. L’Italia dal punto di vista legislativo è molto indietro rispetto altri paesi europei. Dopo la tagliola del ddl, hanno trovato grandi difficoltà anche altre proposte come quella sull’eutanasia e sull’uso della cannabis per le quali si è dovuto ricorrere a referendum. La questione è quindi di carattere generale, dentro la quale si inserisce la battaglia Lgbt. Anche per le unioni civili, se non si fosse apposto il voto di fiducia non sarebbe passata. 

Ad affossare la legge sull’omotransfobia è stato il voto segreto, la Casellati, che è ora tra i papabili per la salita al Quirinale e che per questo mi auguro non venga scelta, non doveva permetterlo.

Di fondo, esiste un problema che è quello di un parlamento dominato da una maggioranza omofoba che ha visto anche il voto di alcuni esponenti del centro sinistra. Tutta la partita dei diritti civili continua a essere di difficile applicabilità a livello legislativo”. 

Il docufilm “Let’s kiss - Storia di una rivoluzione gentile” sarà proiettato in anteprima a Torino lunedì 24 gennaio al Cinema Massimo alle ore 21, preceduto da un dibattito con il regista e lo stesso Franco Grillini alle ore 20.30. Uscirà al cinema come evento il 31 gennaio, 1 e 2 febbraio distribuito da Genoma Films. 

Chiara Gallo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
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