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Economia e lavoro | 26 gennaio 2022, 18:36

Ex Embraco, nuovo appello di Nosiglia: "Aiutare subito gli operai a trovare nuova occupazione"

L'arcivescovo di Torino rivolge il suo ennesimo appello a favore dei dipendenti dell'ex stabilimento di Riva di Chieri, che da sabato sono ufficialmente licenziati e in attesa della Naspi

mons. nosiglia e operai embraco

Ex Embraco, nuovo appello di Nosiglia: "Aiutare operai a trovare nuova occupazione"

"La vicenda dei 377 lavoratori e lavoratrici dell’ex Embraco è terminata con l’epilogo peggiore possibile: la perdita del lavoro e il licenziamento collettivo. Si tratta di un esito che doveva essere contrastato con tutte le forze possibili; i quattro anni di lotta, di speranza e di illusione si sono trasformati in rabbia, disorientamento e disagio sociale. In questa difficile e delicata fase serve non farsi prendere dal panico e dallo sconforto; ora bisogna mettere insieme le migliori energie e risorse del territorio per accompagnare le persone nella strada della ricollocazione professionale con gli strumenti ordinari e straordinari che, anche, le istituzioni pubbliche metteranno a disposizione". Con queste parole l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, ha rivolto il suo ennesimo appello a favore degli operai dell'ex stabilimento di Riva di Chieri, la cui vicenda (chiusasi nei giorni scorsi nel modo più amaro, con il licenziamento per i quasi 400 operai) ha seguito con passione e vicinanza, nel corso degli anni.

"Chi può intervenga. Subito"

"Rinnovo pertanto il mio appello a tutti coloro che hanno la possibilità di intervenire: dalle istituzioni pubbliche alle imprese e ai loro sistemi di rappresentanza; dalle organizzazioni di volontariato e del terzo settore agli enti di formazione professionale affinché si uniscano le opportunità per accompagnare le persone nella tortuosa strada dell’orientamento, della formazione e della ricollocazione nel mondo del lavoro", ha aggiunto Nosiglia. "In questo frangente c’è bisogno, ancor più di ieri, di una comunità solidale e prossima, affinché la disoccupazione non venga vissuta come un’esperienza personale e individuale, ma si possa contare su relazioni e reti di prossimità che affianchino uno dei momenti più delicati dell’esistenza umana. Il lavoro (e anche la sua perdita) non deve essere intrepretato come un fatto puramente individuale, ma soprattutto sociale".

"Lavorare per ricollocare i dipendenti"

"La diocesi continuerà a sollecitare il Ministero affinché assuma le sue responsabilità in riferimento alle possibilità concrete di avviare la ricollocazione dei lavoratori ex Embraco. Dopo il mio appello dei giorni scorsi diverse imprese si sono dette disponibili a valutare la possibilità di offrire occasioni occupazionali, a partire dalle capacità professionali dei lavoratori", ha aggiunto l'arcivescovo di Torino.

"È necessario avviare un'azione che veda ogni soggetto coinvolto fare la sua parte, ma lavorando in stretta collaborazione, a cominciare dalla Regione e dal Ministero. Si tratta, anche al di là della vicenda Embraco, di realizzare un «metodo» che consenta ai poteri pubblici di intervenire efficacemente, anche valorizzando le proposte e le offerte che possono venire da altri soggetti, come le imprese private".

Appello al mondo del credito: "offrire sussidi"

Faccio appello anche al mondo del credito e a quanti possono offrire qualche sussidio economico per i lavoratori; la Caritas è pronta a recepire e coordinare ogni progetto di questo genere.

 

redazione

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