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Attualità | 28 gennaio 2022, 11:13

Con ‘Ruote ferme, Pedoni salvi’ i colpevoli di reati stradali diventano assistenti pedonali

Iniziato il corso di formazione alla presenza dell’assessora Gianna Pentenero, del Comandante Vicario della Polizia Municipale Alessandro Parigini e del delegato di Presidenza dell’AFVS Silvia Frisina

Con ‘Ruote ferme, Pedoni salvi’ i colpevoli di reati stradali diventano assistenti pedonali

Per il secondo anno consecutivo la Polizia Municipale ha dato il via alla collaborazione con la Onlus AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada per il progetto di sicurezza stradale ‘Ruote ferme, Pedoni salvi’ siglata ufficialmente un anno fa con un protocollo d’intesa finalizzato all'istituzione di figure di riferimento, denominate ‘assistenti pedonali’, che possano collaborare con il Corpo tramite servizi di vigilanza del territorio urbano, in particolar modo presidiando gli attraversamenti pedonali laddove risulti una scarsa illuminazione o un particolare volume di traffico, come ad esempio davanti alle scuole, agli Uffici Giudiziari, alle palestre, alle discoteche o a qualunque altro luogo di aggregazione sociale.

Grazie a una Convenzione stipulata con il Ministero della Giustizia, AFVS collabora dal 2018 con il Tribunale di Torino e con l’UIEPE - Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna - di Torino, prendendo in carico gli indagati/imputati per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità ai fini della messa alla prova e/o condannati ai lavori di pubblica utilità quale pena sostitutiva.

Il progetto ha ricevuto anche il patrocinio dallo stesso Ministero della Giustizia. ‘Ruote ferme, pedoni salvi’ si pone l'obiettivo di rafforzare, nelle persone accusate di condotte illecite, sentimenti di legalità e affermare la cultura del bene pubblico, nonché la diffusione di azioni volte alla sicurezza stradale atte a prevenire, educare e sensibilizzare la collettività con l'intento di ridurre l’incidentalità stradale. Attraverso l’affiancamento delle persone imputate/indagate/condannate al personale della Polizia Municipale, si vuole inoltre valorizzare un contatto effettivo con la legalità rappresentata, stimolare il senso di responsabilità e favorire la comprensione della dimensione sociale e relazionale dei fatti illeciti.

Ieri mattina, nella scuola di Polizia Locale ‘R. Bussi’, alla presenza dell’assessora Gianna Pentenero, del Comandante Vicario della Polizia Municipale Alessandro Parigini e del delegato di Presidenza dell’AFVS (collegata da Roma) Silvia Frisina, si è svolta la prima lezione del corso di formazione sulla sicurezza stradale rivolto alle 10 persone individuate dall’AFVS per l’attività del 2022. Gli ‘assistenti pedonali’ saranno impiegati presso attraversamenti pedonali ubicati nella zona centrale della città e nel quartiere Pozzo Strada che di volta in volta saranno individuati secondo le esigenze di servizio della Polizia Municipale.

Per garantirne visibilità e sicurezza, ai 10 assistenti pedonali, l’AFVS fornirà l'abbigliamento catarifrangente riportante la dicitura ‘assistente pedonale’, una pettorina e un cappellino.

L'esperienza del primo anno ha visto coinvolte 25 persone e ha riscontrato il parere positivo di tutti i soggetti interessati, soprattutto di coloro che in prima persona sono stati ‘messi alla prova’.

Entusiasta del progetto e dei risultati conseguiti nel primo anno anche l’Assessora alla Polizia Municipale Gianna Pentenero:“Credo fortemente in questo genere di progetto sociale riabilitativo che attraverso azioni di pubblica utilità consente a chi ha sbagliato di rendersi parte attiva della vita degli altri, facendo crescere in ognuno un senso di responsabilità e una cultura del rispetto e della legalità. Le relazioni di fine percorso scritte dai ragazzi coinvolti nell’attività dello scorso anno, dalle quali è emerso in maniera forte e convincente la bonarietà del progetto e degli obiettivi che esso si è posto, sono davvero molto toccanti, dimostrano la grande utilità sociale di questo genere di iniziative e rappresentano uno stimolante incentivo a continuare su questa strada”.

Estratto da una delle relazioni di fine percorso: “(…) non ho visto l'attività come un percorso punitivo o sostitutivo di una pena, ma come un percorso formativo che mi ha insegnato tante cose. (…). Da un fatto iniziato a causa di una mia grave imprudenza è venuta quindi, grazie a questo percorso, una nuova fase di valutazione per la mia vita. Difficile dire se ci riuscirò, visto che attualmente faccio un lavoro molto provante a 30 km da casa e il tempo per studiare e concentrarmi non è moltissimo. Ma ci tenterò con decisione”.

comunicato stampa

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