/ Scuola e formazione

Scuola e formazione | 08 febbraio 2022, 15:47

Dentro l’occupazione dei licei a Torino, parlano gli studenti: “Ci prendiamo cura dei nostri istituti” (VIDEO e FOTO)

Dal Levi al Cattaneo, passando per l’Alfieri e il D’Azeglio, i giovani urlano il loro disagio: “La pandemia ha esacerbato tutti quei problemi propri del sistema scolastico italiano e di chi lo gestisce”

studenti liceo occupato

Dentro l’occupazione delle scuole, parlano gli studenti: “Ci prendiamo cura degli istituti”

Sacchi pieni di rifiuti, scope e ramazze. Assemblee e confronto continuo. E’ trascorso così il secondo giorno d’occupazione in diversi licei torinesi, con i ragazzi a prendersi cura dei loro istituti troppo spesso fatiscenti.

Dal Levi al Cattaneo, dall'Alfieri al D’Azeglio

Dopo settimane contraddistinte da cortei, polemiche, manganellate e qualche lancio di uova, dai licei Levi al Cattaneo, passando per l’Alfieri e il D’Azeglio, gli studenti hanno urlato a squarciagola il loro disagio e l’hanno fatto in modo pacifico. Sperando che gli “adulti” possano non solo ascoltarli, ma collaborare con loro per cambiare un sistema “con molti problemi”.

L'occupazione per esprimere il nostro disagio"

“Negli ultimi anni molte difficoltà strutturali sono stati portati alla luce, ma la pandemia ha esacerbato tutti quei problemi propri del sistema scolastico italiano e di chi lo gestisce” spiegano Martina, Mirko e Luca, studenti dell'Alfieri. “Abbiamo pensato allo strumento dell’assemblea prima e dell’occupazione poi per rivendicare il nostro disagio e mandare un messaggio forte” spiegano i giovani.Un messaggio tanto forte, quanto pacifico: “Ci smarchiamo da qualsiasi azione violenta. Ci teniamo sia alla partecipazione popolare, nessuno è stato obbligato a partecipare all’occupazione o a mancare alle ore di scuola. Ci teniamo ai metodi, che sono pacifici e non invasivi”.

"Non è escamotage per saltare le lezioni"

Chi pensa a un escamotage per saltare le lezioni, si sbaglia di grosso. Gli studenti, oltre a momenti pubblici di confronto, si sono presi direttamente cura delle loro scuole: “L’idea dell’occupazione Alfieri è nata per far vedere che anche da soli possiamo gestire e organizzare una scuola in maniera ottimale, come la vorremmo” raccontano Martina, Mirko e Luca. “Più di metà scuola se ne sta occupando, parliamo circa di 600 studenti: abbiamo fatto il bene per la comunità studentesca”.E non è un caso quindi, che tanti docenti abbiano appoggiato la loro battaglia: “Il corpo insegnanti è spaccato a metà. Una parte è favorevole, l’altra contraria. Con la presidenza c’è un dialogo cristallino".

Avanti (almeno) fino a giovedì

Gli studenti hanno poi ribadito la volontà di andare avanti con l’occupazione almeno fino alla giornata di giovedì. Non hanno intenzione di mollare, ma vogliono continuare a chiedere e pretendere una scuola migliore.

Andrea Parisotto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium