Attualità - 24 aprile 2022, 17:31

Ex convitto Gütermann: prima pulizia e messa in sicurezza, poi confronto sul futuro

La Città metropolitana si è di nuovo messa all’opera per ridare vita all’edificio di Perosa Argentina, oggi accessibile a gruppi di ragazzini con rischi per la loro incolumità

L’ex convitto

La Città metropolitana ha iniziato le pulizie venerdì e metterà in sicurezza l’ex convitto Gütermann, poi si valuteranno le condizioni dell’edificio e il suo possibile futuro.

Si dà così corso all’impegno preso dal vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo con il sindaco di Perosa Argentina Nadia Brunetto nell’incontro dello scorso 31 marzo, durante il quale si è fatto proprio il punto sulla situazione dello stabile.

In passato è stato messo più volte in vendita dall’allora Provincia, oggi Città metropolitana di Torino, senza successo. Anche l’ultima asta del 2016 è andata deserta: “A mio avviso il prezzo era troppo alto – commenta Brunetto –. Trovo molto positivo questo ritorno al dialogo fra la Città metropolitana ed il territorio. Ora sono cominciati i lavori di pulizia, cui immediatamente seguiranno quelli di messa in sicurezza. Lavori fondamentali, anche perché nell’edificio abbandonato entrano dei ragazzi, e nel prato oltretutto ci sono buche piuttosto profonde che di notte, al buio, possono risultare pericolose”.

Il passo successivo, già concordato con la Città metropolitana, sarà un nuovo sopralluogo, per capire cosa dell’edificio sia salvabile, e cosa no “Solo a questo punto, consapevoli delle sue reali condizioni, si potranno mettere in campo idee concrete, per dare nuova vita a quello che è stato un punto di riferimento per il paese, fino all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso” conclude Brunetto.

In quella che ora è via Gütermann, ma prima era il prosieguo di via Chiampo, verso la fine dell’Ottocento, su un lotto di terreno acquistato dalla famiglia Gütermann, vennero edificati due villini gemelli, destinati ad abitazione per alcune famiglie di dirigenti dell’omonimo setificio. Uno, con il suo giardino, ha mantenuto l’uso, ed oggi è un’abitazione privata.

L’altro invece, sempre con il suo spazio verde, nel 1911 venne adibito a convitto, gestito dalle suore del Santo Natale, per ospitare donne e ragazze provenienti in particolar modo dal Veneto, che vennero a Perosa Argentina a lavorare come operaie al setificio.

“Erano anni floridi per le fabbriche di Perosa, il setificio Gütermann e l’altra fabbrica tessile, il cotonificio, avevano molto lavoro, e conseguente bisogno di manodopera. – spiega Alessandro Calzavara, dell’associazione Ecomuseo che si occupa di custodire e tramandare la memoria storica delle attività industriali di Perosa Argentina e Valli Chisone e Germanasca –. Manodopera che non si riusciva a trovare a sufficienza in zona, anche perché all’epoca i pastori valdesi vietavano alle ragazze di lavorare in fabbrica. Fu così che sia il setificio Gütermann, che il cotonificio, costruirono i loro convitti e, con l’intermediazione della Chiesa cattolica, fecero convergere a Perosa numerose ragazze e donne, che provenivano principalmente dal Veneto, in quel periodo sottosviluppato a livello economico rispetto a noi”.

Il convitto Gütermann continuò fino al secondo dopo guerra ad ospitare le operaie del setificio, che lì avevano vitto, alloggio, e, tramite le suore che lo gestivano, facevano anche acquisti extra, come ad esempio l’abbigliamento di cui abbisognavano, versando una quota mensile piuttosto onerosa.

“Poi la situazione economica generale cambiò, così come l’atteggiamento dei pastori valdesi nei confronti del lavoro femminile in fabbrica, così non ci fu più bisogno di reperire manodopera altrove – prosegue Calzavara –. Quindi il convitto continuò ad essere gestito dalle suore del Santo Natale, che lo trasformarono in doposcuola per i figli dei dipendenti del setificio”.

Tatiana Micaela Truffa