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Politica | 13 maggio 2022, 06:57

Rosatelli, assessore 'militante': "Coppie arcobaleno? Battaglia all'inizio. E per i clochard ripenseremo via Traves"

Dai clochard alla questione aborto, passando per l'assistenza agli anziani, a tu per tu con l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino: "Sogno di lasciare una città con meno disuguaglianze"

Jacopo Rosatelli

"Se il vento fischiava ora fischia più forte, le idee di rivolta non sono mai morte" cantava Paolo Pietrangeli, intonando Contessa. Una canzone diventata colonna sonora del '68 italiano, ma anche una traccia che non può mancare nella playlist di Spotify di Jacopo Rosatelli, l'assessore "militante" della Giunta Lo Russo, con deleghe alle Politiche Sociali, Pari Opportunità, Politiche Abitative e coordinamento delle Relazioni con le Aziende Sanitarie, oltre a quella dei Beni Comuni.

A lui il compito di guidare la Città di Torino nelle scelte che riguardano tanto la questione clochard, importante in ogni grande città, quanto l'iscrizione dei figli delle coppie arcobaleno e la difesa del diritto della donna all'autodeterminazione. "Sogno una città che non discrimina" afferma Rosatelli, che ci accoglie nel balcone del suo ufficio, dopo una riunione. Alle sue spalle gli alberi di corso Regina Margherita, con quel verde che ha contraddistinto la sua ultima campagna elettorale, sotto la bandiera di Sinistra Ecologista.

Jacopo Rosatelli, un primo bilancio di questi mesi di lavoro alla guida dell'assessorato

Sono stati mesi molti intensi, il bilancio è positivo perché mi sembra che la relazione con la città si sia instaurata, con le tante associazioni ma anche con i servizi sociali e le persone che lavorano per il Comune. Ci sono tanti problemi aperti, abbiamo cominciato ad affrontarli e i primi risultati stanno arrivando. Quindi il primo bilancio è positivo.

Un tema importante è quello della registrazione dei figli delle coppie arcobaleno. La battaglia è persa? Come pensate di aiutare queste famiglie a vincerla?

No, la battaglia non è assolutamente persa o non avrebbe senso essere qui. E' solo all'inizio, anzi. Abbiamo sollecitato il parlamento ad assumersi le proprie responsabilità: se il sindaco ha dovuto interrompere l'iscrizione dei figli delle coppie omogenitoriali è perché manca una legge ed è stato richiamato a non farlo. Non può andare avanti. Per cui il parlamento deve assumersi la sua responsabilità, consentire ai sindaci l'iscrizione dei figli di coppie arcobaleno come figli di due persone. Perché questo sono.

Questione clochard: è stato recentemente firmato un accordo storico, ma basterà a garantire accoglienza a tutti in vista dell'inverno?

Voglio essere sincero, no. Nel senso che nessun accordo può risolvere un problema enorme come quello delle persone senza fissa dimora e non sarebbe serio dire che una serie di firme possono garantire a tutti/e un posto per il prossimo inverno perché il fenomeno è variegato, complesso e articolato. Quello che farà questo protocollo è mettere a sistema le risorse, energie e professionalità del Comune, dell'Asl, del volontariato e del terzo settore. Consentirà a questi attori di lavorare meglio insieme e quindi certamente di affrontare il tema con più energia e più forza. 

Pensate di confermare comunque il dormitorio di via Traves o sono in corso altre valutazioni su location magari più centrali?

Sono in corso valutazioni per superare quel tipo di sito di via Traves: è un centro di prima accoglienza che ha qualche problema dal punto di vista della dignità dell'accoglienza stessa. Meno male che c'è, è gestito da persone che si impegnano come il personale della Croce Rossa che ringrazio, ma certamente dobbiamo trovare altre soluzioni. Stiamo ragionando per rimodulare quel sito, tendenzialmente per provare a superarlo ma senz'altro per rimodularlo. E poi per trovare soluzioni di alloggio, il cosiddetto housing first. Direttamente dalla strada all'alloggio. E aumentare e diversificare l'offerta dei servizi per i senza fissa dimora: molti di loro hanno difficoltà ad accedere alle nostre case d'accoglienza perché ci sono stanze condivise. Quindi andare verso stanze singole è una delle strade che stiamo esplorando anche grazie alle risorse del Pnrr.

La nostra è una città di anziani, che a causa della pandemia hanno "perso" molti luoghi di ritrovo e visto cambiare le loro abitudini. Come si sta loro vicini, combattendo la solitudine?

Sì, qui le politiche sociali fanno una parte del lavoro, poi ci sono le politiche complessive della città: trasporti, cultura, sport rivolto agli anziani. I servizi sociali sono vicini ai nostri anziani ascoltandoli, intervenendo in situazioni di bisogno. Sono vicini attraverso il mondo della solidarietà organizzata, distribuendo pacchi alimentari laddove c'è anzianità e povertà insieme. Cerchiamo di mantenere il modello di assistenza socio sanitaria che Torino ha, sia a livello domiciliare che nelle strutture, per fornire alle persone anziane che hanno bisogno di sostegno perché non autosufficienti un servizio all'altezza. Che tuteli la loro dignità.

Non possiamo non parlare della questione aborto e associazioni pro vita negli ospedali: ha fortemente criticato la posizione tenuta dal suo collega regionale Maurizio Marrone, perché?

Perché io sono a favore del diritto di autodeterminazione delle donne. Penso che la legge 194 sia una legge giusta. Se bisogna rivedere quella legge, caso mai bisogna rivederla perché il ricorso all'obiezione di coscienza molto spesso impedisce alle donne di esercitare una facoltà come quella dell'interruzione volontaria di gravidanza. Bisogna fare in modo che le donne siano libere, padrone del loro corpo, di decidere se interrompere la gravidanza quando essa non corrisponde alla loro volontà e loro desiderio. Le scelte che ha fatto il mio collega.

Se si togliesse la giacca e la cravatta che l'accompagnano quando veste i panni dell'assessore, chi è Jacopo Rosatelli?

Intanto sono un insegnante di scuola superiore, in aspettativa da quando sono diventato assessore. Sono una persona che ha studiato, ha fatto molta politica fin da ragazzo in associazioni e movimenti di sinistra. Mi ritengo una persona appassionata di musica, cultura, cinema e calcio.

Qual è la sua squadra del cuore?

Ovviamente il Toro.

E' in corso Eurovision, Torino si riscopre capitale della musica in questi giorni: c'è un brano o un artista che non può mancare nella sua playlist di Spotify?

Beh, io ho una playlist abbastanza militante. Che richiama la storia tradizionale della sinistra: abbiamo passato da poco il Primo Maggio. Di solito mi ritrovo con i miei amici a cantare Contessa, Cara Moglie, Morti di Reggio Emilia. Questo è il repertorio classico della sinistra. Mi piace anche la musica pop, hit dell'estate: non mi dispiacciono Fedez e Orietta Berti.

Che Torino sogna di lasciare a fine mandato?

Sogno di lasciare una Torino con meno disuguaglianze sociali. Una Città meno inquinata, dove si respiri meglio e quindi dove si circoli meglio, si viva tutti e tutte insieme. Accogliente, che non discrimina.

Andrea Parisotto

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