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Nichelino-Stupinigi-Vinovo | 21 maggio 2022, 08:20

Bagno di folla per Maurizio De Giovanni a Nichelino: "Potrei ambientare qui un romanzo"

L'autore, tra i tanti, dei "Bastardi di Pizzofalcone" e del "Commissario Ricciardi" ha raccontato come nascono i suoi personaggi: "Io racconto la loro anima, in tv si vede solo l'esteriorità"

maurizio de giovanni a nichelino

Bagno di folla per Maurizio De Giovanni a Nichelino: "Potrei ambientare qui un romanzo"

Era uno degli appuntamenti clou della Festa del Libro e della Lettura a Nichelino e non ha deluso le attese del folto pubblico che ha affollato la sala Mattei del Comune. Maurizio De Giovanni, l'autore tradotto in 50 paesi, arrivato in tv con quattro fiction, uno degli scrittori italiani più venduti, ha deliziato la platea, raccontando il suo amore per la scrittura e per Napoli.

L'evento è stato organizzato dalla Libreria il Cammello, in collaborazione con l'amministrazione comunale (rappresentata dall'ex vice sindaco Michele Pansini). E' intervenuto anche il presidente degli Amici del Cammello Gian Luca Ruggiero, l'associazione che ha aperto undici anni fa la libreria, unico caso in Italia, gestita interamente da volontari.

"Un romanzo ambientato nella provincia di Torino"

All'autore, tra i tanti, del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, è stato chiesto se potrebbe ambientare il suo prossimo racconto a Nichelino o in Piemonte. "La solitudine dalle mie parti non si trova", ha spiegato, "per questo ho già utilizzato la provincia padana per un'opera, anche se era un novembre ricco di neve che ricordava più una città lombarda o emiliana che il Piemonte. Potrebbe essere un'idea, perché no?".

Dopo essersi concesso anche divagazioni sul calcio, facendo battute sui lupi e gli agnelli, con chiaro riferimento alla Juve, De Giovanni ha catalogato gli scrittori in due categorie: "ci sono quelli di storie e quelli di parole. Erri De Luca (che oggi sarà ospite a Nichelino, ndrappartiene alla prima categoria, lui ha un talento fuori dal comune. Io mi devo immedesimare nel personaggio, nella storia". E per questo dichiara di non ritrovarsi spesso nei personaggi che poi vengono portati in tv. "Gli sceneggiatori hanno sensibilità diverse".

"Loro fanno vedere l'esteriorità del personaggio, io scavo nell'intimo, conosco l'anima del mio personaggio, non l'immagine che viene riflessa", anche se poi fa i complimenti ai vari Lino Guanciale e Alessandro Gassman, confessando però che il più somigliante tra i suoi personaggi nella trasposizione televisiva è il brigadiere Maione (interpretato da Antonio Milo).

"Scrivo per i miei personaggi, loro hanno solo me"

Dopo aver reso onore a Eduardo De Filippo ("il più grande di tutti", che fa scattare immediatamente l'applauso), Maurizio De Giovanni dice che non abbandonerebbe mai il suo quartiere, "figurarsi lasciare Napoli per Roma o Milano, come mi è stato chiesto più volte". Infine spiega che lui scrive per i suoi personaggi: "Loro hanno solo me e io li devo aiutare. Il pubblico, gli editori, la tv hanno altro".

Dopo essersi detto preoccupato del fatto che "le nuove generazioni leggono poco, invece questo è l'unico modo di immaginare", svela un episodio curioso che gli era capitato alcuni anni fa, quando un gruppo di ecuadoriani, incontrandolo, non lo aveva riconosciuto e insisteva nel sostenere che non fosse lui: "Continuavano a dire che Maurizio De Giovanni era morto negli anni Trenta e cercavano la statua a lui dedicata". Invece l'autore è pronto a deliziarci in futuro con nuovi romanzi di successo.

Massimo De Marzi

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