I circa cinquanta dipendenti dello stabilimento ex Mahle di La Loggia potrebbero essere assorbiti nell’impianto di Saluzzo. Il prossimo 3 giugno ci sarà l’incontro per ridiscutere il piano di reindustrializzazione tra la proprietà e le organizzazioni sindacali. È quanto ha risposto l’assessore regionale al Lavoro al Gruppo del Pd, che in merito aveva chiesto un’informativa alla Giunta.
Acquisito nel 2020 da IMR Industries, gruppo lombardo attivo nello stampaggio e assemblaggio di componenti in plastica per il settore automotive, lo stabilimento ex Mahle di Saluzzo, in provincia di Cuneo, lo scorso anno aveva ripreso a produrre, in particolare i tetti in materiale plastico delle cabine degli autocarri Iveco.
Dopo il recente incontro in Regione i sindacati hanno espresso la loro preoccupazione per una reindustrializzazione, concertata a livello ministeriale, che parrebbe procedere a due velocità. Mentre infatti appare compiuto il percorso previsto per lo stabilimento di Saluzzo, con annunciate prospettive di ulteriore incremento produttivo, rimane sostanzialmente congelato il progetto industriale su La Loggia, dove alcuni dipendenti sono già stati impiegati presso il sito di Saluzzo, altri sono in cassa integrazione ed un piccolo numero in distacco su altre realtà.
"Se la situazione evolve positivamente a Saluzzo, lo stabilimento di La Loggia è fermo, con circa 110 operai ancora all’oscuro del proprio futuro lavorativo”, ha detto il Consigliere regionale del Pd Diego Sarno, riprendendo quanto espresso da FIM, CISL, FIOM e CGIL in seguito all’incontro in Regione. "E' necessario tenere alta l’attenzione sul tema e permettere la convocazione di un incontro tra Regione, azienda e sindacati in modo da sbloccare questa situazione”.
"Chiediamo, dunque, che venga convocata la commissione consiliare competente quanto prima e sicuramente tra il 9 giugno e il 23 giugno per comprendere quale sarà la linea della Regione al tavolo con l’azienda che dovrà avere obiettivi chiari e non trattabili: il rispetto degli accordi e della dignità dei lavoratori”, ha concluso Sarno.