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Viabilità e trasporti | 17 giugno 2022, 19:09

L’Unione montana rompe gli indugi: “Ridateci il treno Pinerolo-Torre Pellice”

La richiesta è stata inviata alla Regione, che prende tempo: “Il tema va affrontato considerando lo scenario viabile complessivo”

L’Unione montana rompe gli indugi: “Ridateci il treno Pinerolo-Torre Pellice”

“Avendo pertanto appreso questo nuovo ed importante stanziamento siamo con fermezza a richiederle la riattivazione della linea Torre Pellice-Pinerolo-Torino-Chivasso e parità di trattamento”, con queste parole, l’Unione montana del Pinerolese si è fatta sotto con la Regione dopo la notizia di una spesa di 200 milioni di euro in più per la gestione del sistema ferroviario, nei prossimi 10 anni, con la riapertura delle linee Casale-Mortara, Asti-Alba e Novara-Varallo sospese nel 2012, proprio come la Torre Pellice-Pinerolo.

“La motivazione della mancata riapertura del treno era la mancanza di soldi – entra nel merito Marco Cogno, sindaco di Torre e assessore ai Trasporti dell’Unione –. Ora che i fondi ci sono, ci sembra ragionevole riaprire la nostra linea che ha una maggiore sostenibilità gestionale”.

La richiesta è stata avanzata via Pec, con una lettera firmata da Cogno e dal presidente Duilio Canale, proprio oggi che ricorreva il decennale della sospensione.

E parte da una constatazione dura: “A dieci anni dalla sospensione della Torre Pellice-Pinerolo abbiamo ormai capito che il suo assessorato non intende prendere in considerazione questo territorio né con la riattivazione della linea né con soluzioni alternative come la progettazione della bus-via alla quale non ha mai dato risposta nonostante il finanziamento regionale”.

Un affondo che l’assessore regionale hai Trasporti Gabusi para così: “La Regione Piemonte non ha affatto bocciato il progetto alternativo per la riapertura della Torre Pellice-Pinerolo. Tanto è vero che abbiamo finanziato il progetto preliminare con 10 mila euro di risorse regionali e, seppur la cifra possa sembrare irrisoria, rappresenta la volontà di questa amministrazione regionale di immaginare un futuro sostenibile sia economicamente che ambientalmente nella valle”. Gabusi chiarisce anche come si è proceduto per stabilire le riattivazioni: “Il lavoro di analisi non è stato fatto per territori provinciali, dando priorità ad uno piuttosto che ad un altro, bensì è stato considerato tutto il Piemonte nel suo insieme sulla base dei dati e di un’analisi trasportista complessiva dell’intera regione”. E rimanda la questione della riapertura a un confronto allargato: “Ribadiamo che, con estrema chiarezza e con posizioni territorialmente univoche, è necessario affrontare il tema della eventuale riapertura anche considerando lo scenario viabile complessivo, in particolare nel centro di riferimento di Pinerolo, che pone una riflessione e un confronto importante con le Amministrazioni locali”.

 

Marco Bertello

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