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Attualità | 24 giugno 2022, 10:28

Bando Borghi del Ministero della Cultura: nessuno finanziato in provincia di Torino

Uncem: "I bandi di questo tipo meglio evitarli. Il Pnrr non può essere questo"

Bando Borghi del Ministero della Cultura: nessuno finanziato in provincia di Torino

Pubblicata nelle scorse ore la gratuatoria del bando sulla riqualificazione del borghi a valere sul PNRR, promosso dal Ministero della Cultura, ma nella graduatoria non ci sono borghi del torinese. 

"Uncem non ha mai condiviso l'impianto della 'linea b' del bando, quella della graduatoria, con finanziamenti fino a 1,6milioni di euro a Comune, e tantomeno quella della 'linea a', con 20 milioni a borgo per regione - affermano Roberto Colombero e Marco Bussone, Presidente Uncem regionale e nazionale -.  Una assurdità politico-istituzionale che non rispettava e non rispetta territori e comunità. Mettendo, sulle due linee, tutti contro tutti. Ci sono piccoli Comuni senza struttura amministrativa che hanno investito anche 10mila euro per la progettazione. E che non vedranno un euro. Come tutti quelli che si sono candidati della Provincia di Torino. Nessun 'borgo torinese' riceverà finanziamenti. Tutti esclusi. Nessuno in graduatoria. È come se i borghi del Torinese non esistessero per il MIC e per la Commissione di valutazione. Un po' assurdo. E poi le graduatorie ci saremmo augurati fossero uscite con i punteggi parziali dei vari criteri valutati. Invece no. Oltre a questo non vi sono i punteggi dei non finanziati. È evidente che molti Comuni chiederanno accesso agli atti. Uncem resta perplesso, di sasso, come quelli dei borghi. Che smettiamo di chiamare così per rispetto dei 'paesi'. Che sono Comuni e che appunto sono paesi. Non sono borghi o borghetti o paesini come qualcuno dai Palazzi li intende. Sono paesi e sono comunità. Che il PNRR dovrebbe evitare di mettere in scontro diretto, agevolando invece strategia, piani non competitivi, percorsi di rigenerazione. Perché, come afferma il prof. Antonio De Rossi dell'Istituto di Architettura montana, 'non è intelligente pensare i delicatissimi percorsi rigenerativi, di sviluppo dei luoghi, attraverso la sola e mera gabbia mentale dei bandi competitivi. Quando distribuisci 1, 5, 10 milioni può magari essere un bando competitivo. Quando parli di centinaia e centinaia di milioni dovrebbe essere un piano. E la frustrazione, quando hai evocato grandi speranze, ha enormi costi politici, sociali, culturali'".

 

redazione

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