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Politica | 01 luglio 2022, 15:57

Aerospazio come progetto bandiera del Pnrr: dopo l'idrogeno il Piemonte tenta il bis [VIDEO]

Visita del presidente Aiad Crosetto al distretto torinese con il governatore Cirio e gli assessori Marrone e Tronzano. "Nei prossimi anni il giro d'affari può aumentare del 400%". L'orizzonte è il 2026

Aerospazio come progetto bandiera del Pnrr: dopo l'idrogeno il Piemonte tenta il bis [VIDEO]

"Vogliamo candidare la nostra regione a regione Bandiera per l'aerospazio nell'ottica del Pnrr. E questa visita completa il nostro dossier di candidatura". Così Alberto Cirio ha accolto nel distretto aerospaziale di Torino Guido Crosetto, presidente dell'AIAD, l'associazione che raccoglie tutte le aziende del settore aerospaziale. Con loro, anche gli assessori Maurizio Marrone e Andrea Tronzano, accompagnati dalla presidente del Distretto, Fulvia Quagliotti.

Il bis dopo l'idrogeno per i fondi del PNRR

"Ci auguriamo che, come per l'idrogeno, ci sia il riconoscimento di Palazzo Chigi. Per questo nei giorni scorsi abbiamo voluto invitare qui il ministro Colao e il commissario europeo competente".

La visita ha riguardato Leonardo, Thales Alenia space e Altec, "che sono tre fiori all'occhiello del nostro tessuto produttivo. L'aerospazio ha un peso fondamentale in termini di aziende e occupati e sarebbe fondamentale riuscire a portare a casa anche questo progetto, come l'idrogeno. E la vinciamo se facciamo squadra".

Numeri da mandare in orbita

I numeri del settore in Piemonte parlano di 350 imprese, 20mila addetti e 7 miliardi di fatturato. "Sono questi i numeri che noi vogliamo aumentare grazie a una progettualità che ha una portata secolare - dice Andrea Tronzano, assessore alle attività economiche e attività produttive della Regione - e creando anche un'alternativa all'automotive che in questo periodo potrebbe soffrire".

"L'industria aerospaziale nel mondo, nei prossimi anni, avrà un aumento di fatturato del 400% - dice Crosetto - e questo vorrebbe dire, in Piemonte, 28 miliardi e 8000 addetti. Ma non si moltiplica così semplicemente: bisogna investire e quindi bisogna fare quel che si è iniziato a fare oggi a Torino, mettendo insieme industrie, capitali, competenze, luoghi fisici e la ricerca degli atenei. Riunirli tutti nello stesso posto non è banale e diventa anche un fatto culturale. In un periodo in cui rischiamo di perdere pezzi importanti di economia, come lo stop al 2035 dell'automobile tradizionale, dove ci troviamo piuttosto indietro".

Crosetto: "Pressing sul Governo per accelerare sulla città dell'aerospazio"

Che fare? Accelerare. "Servirebbe un modello Genova per spendere, senza sprecare, le tante risorse a disposizione - dice Crosetto -. Questo a Torino è un ecosistema unico. Ci sono aziende che verrebbero a insediarsi già domani, qui nel distretto. Mi sono assunto l'impegno per trovare un sistema, insieme al Governo, che acceleri ad hoc questo progetto". L'orizzonte temporale è il 2026, mentre per la Cittadella automotive si punta a iniziare entro la fine del 2023.

Massimiliano Sciullo

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