Cronaca | 02 luglio 2022, 17:41

Claviere, escursionista precipita dalla ferrata e muore davanti agli occhi del figlio: recuperata la salma

A dare l'allarme è stato proprio il figlio, dopo averlo visto scomparire dal salto di roccia. Immediato l'intervento dell'elisoccorso. Nonostante i tentativi di rianimare l'uomo, è stato possibile solo constatarne il decesso

immagine di repertorio

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Ha perso la vita davanti agli occhi del figlio, che lo ha visto precipitare proprio all'uscita del percorso attrezzato nella zona della Ferrata di Rocca Clarì, nel comune di Claviere, in Valle di Susa.

L'allarme è stato lanciato proprio dal figlio dopo che lo ha visto scomparire dal salto di roccia. Sul posto è stato inviato il Servizio di Elisoccorso Regionale che con il supporto del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha sbarcato al verricello il personale dell'equipe. Purtroppo, dopo le operazione di rianimazione cardio circolatoria, è stato possibile soltanto constatare il decesso dell'uomo.

Nel frattempo una squadra del Soccorso Alpino ha raggiunto il figlio e lo ha accompagnato a valle a piedi mentre, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dal magistrato, l'eliambulanza ha effettuato il recupero della salma.

redazione

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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