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I corsivi di Virginia | 03 luglio 2022, 10:15

“La palestra non serve a niente”

Una provocazione forte che d’altronde ci possiamo aspettare da un personaggio che del fitness, della palestra e del movimento ne ha fatto una religione

“La palestra non serve a niente”

Stiamo parlando di Luciano Gemello, docente universitario, imprenditore di successo e soprattutto grande innovatore sul tema della salute e dello sport con tre lauree in Management dello Sport, ISEEF e per ultimo laurea in Scienze Motorie. Oggi attualmente vanta un dottorato di ricerca a Urbino in Scienze Biomolecolari.

Colgo la sua provocazione perché penso che molte persone, soprattutto in un tempo post pandemia, abbiano capito di avere un corpo da rispettare e che l’attività fisica è il farmaco più importante al mondo perché non solo riduce l’ansia e lo stress, ma ci aiuta a mantenere una buona forma fisica, libera la mente e ci fa sentire meglio, punti cardini essenziali in un’epoca così travagliata.

Sovrappeso e obesità, diabete e patologie metaboliche, ipertensione, problemi cardiovascolari, insonnia e depressione sono solo alcuni punti negativi di cosa succede se non si pratica una buona e costante attività fisica insieme ovviamente ad una alimentazione bilanciata e corretta e a uno stile di vita adeguato.

Luciano, lo chiamo così perché siamo amici storici da inizio anni ‘80 e talvolta le nostre battaglie hanno trovato lo stesso percorso, era un insegnante di ginnastica a domicilio, anche il mio. Fu proprio Umberto Agnelli a suggerirgli la versione americana del suo lavoro, cioè di essere personal trainer. Divenne così il primo personal trainer di Torino con famiglie importanti come clienti a dimostrare una cultura particolare dove l’attività fisica era considerata fondamentale per essere in forma e lavorare meglio.


Da dove riavvolgiamo il filo Luciano?

“Come tu hai già scritto, io nel 1988 lavoravo in palestra ed ero un insegnante di ginnastica a domicilio. Umberto Agnelli mi suggerì la dicitura giusta di questo lavoro, già presente negli USA. Divenni così “personal trainer” e in seguito, per le numerose richieste, fondai la prima società, la PHT (Personal Home Trainer) con istruttori formati e garantiti dalla mia persona, preparatori che distribuivo fra coloro che mi chiedevano questo servizio, creando un nuovo settore di lavoro in quel momento unico sul territorio nazionale. Il passo successivo è stato aprire delle palestre, come luogo fisico e attrezzato richiesto dai miei clienti, e nel 2006 creo il marchio “Palestre Torino” suggerito dal mio amico Piero Chiambretti con sette centri nella città di Torino. La palestra secondo me è quella che deve utilizzare i momenti di contatto con il cliente socio per insegnargli anche a vivere tutta la vita in modo “Fit”, cioè essere in forma in modo salutare, sempre.


Cos’è per te il concetto di benessere psicofisico, visto che sei l’esempio vivente alla tua età delle virtù del fitness?

“Il messaggio dei trainer in una palestra è di educare il proprio cliente ad avere una visione salutistica della propria vita. L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha calcolato che se tutti svolgessimo attività fisica costante la spesa sanitaria calerebbe del 30% e che molti tipi di tumore si dimezzerebbero. Oggi non vanno più i corpi esagerati dei body builder ma si punta ad allenamenti brevi, massimo 45 minuti, che rendano il corpo tonico e agile. In ogni caso su 168 ore settimanali non basta fare due ore di ginnastica alla settimana per avere dei miglioramenti, quindi occorre ripensare a un modello di vita fuori dalla palestra da vivere in modo Fit facendo diventare l’attività fisica, anche fuori dalla palestra, uno stile di vita, un’abitudine come lavarsi i denti od occuparsi della propria igiene personale, un insegnamento da trasmettere ai propri figli”.


In questi ultimi due anni in particolare dai una svolta al mondo del fitness rubandolo allo spazio palestra e trasmettendolo a luoghi diversi come la casa e l’ufficio e affidandoti per questo a una svolta digitale importante.

“Il principio è stato non abbandonare la persona dopo l’orario di palestra ma seguirla durante i giorni, settimane e mesi. Da questa intuizione ho fatto creare due app che definisco uniche e che vanno a centrare un grande spazio da riempire: “Fitness On” per prevenire rischi dovuti a un eccessiva sedentarietà lavorativa o di studio e “Fitness da divano” dove è possibile trovare un programma di esercizi di breve durata da fare tutti i giorni sul divano di casa. Sto facendo costruire una terza applicazione che porterà il mio nome Luciano Gemello, e verrà lanciata entro i primi giorni di questo mese di luglio, che permetterà agli utenti di trovare dei programmi specifici, dei consigli di movimento, di stile di vita e di alimentazione, che ti suggerirà durante il giorno di fermarti per fare cinque minuti di ginnastica, di ricordati di bere, di chiederti se hai mangiato almeno due piatti di verdure oggi e di stare attento a ciò che stai mangiando. Tutto questo semplicemente attraverso il proprio device e le notifiche che saranno inviate per farti restare in contatto con il tuo trainer che ti guiderà e ti sosterrà costantemente verso una forma di vita corretta e positiva.”



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Virginia Sanchesi

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