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Attualità | 03 luglio 2022, 17:14

L'unione Ciechi promuove Torino con riserva: "Eliminate molte barriere architettoniche ma tanto resta da fare"

Bene le stazioni, giudizio positivo anche per le ciclabili e i trasporti pubblici, ma per il consigliere provinciale Sergio Prelato "serve una progettazione condivisa per una città a misura di disabile e non solo per tutti"

metropolitana porta nuova

L'unione Ciechi promuove Torino con riserva: "Eliminate molte barriere architettoniche ma tanto resta da fare"

Se di recente il giudizio sulla Regione Piemonte era stato severoUICI Torino promuove pur con qualche riserva Torino: "E' una città che in questi ultimi anni ha eliminato con grande caparbietà molte barriere architettoniche e senso-percettive, molto è stato fatto ma resta ancora tanto da fare", sottolinea Sergio Prelato, consigliere nazionale e provinciale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Promosse le stazioni

Le stazioni, che sono la porta d’ingresso di una città, come Porta Nuova, Porta Susa e altre minori, ma non meno importanti, "sono dotate di tutti i presidi per essere pienamente accessibili - aggiunge Prelato - La metropolitana, pur avendo delle imperfezioni da correggere in superficie per quanto riguarda la disabilità visiva, è una infrastruttura all’avanguardia, sia dentro che fuori. Le ultime due stazioni, Italia 61 e Bengasi, sono state progettate e messe in esercizio con la totale sinergia di associazioni come la nostra, e i risultati si vedono: semafori sonori e percorsi tattili puntuali, sia dentro che fuori le stazioni, ascensori accessibili, fermate bus accessibili, almeno quelle coinvolte nei lotti dei lavori".

Intanto la Città, con le varie amministrazioni, pur fra mille difficoltà economiche e legate alla pandemia, ha continuato a tessere la sua ragnatela di accessibilità per tutti. "Questo non vuol dire che si sia fatta una città misura di disabile: si è continuato a pianificare e costruire una città per tutti, quindi anche per i cittadini con disabilità", sottolinea Prelato.

Piste ciclabili e trasporti pubblici

"La rete di piste ciclabili, come quelle di corso Matteotti e via Nizza, che dopo piazza Carducci prosegue fino al Lingotto, è un esempio di riqualificazione urbana integrata, come previsto dai Peba (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche). GTTfa formazione ai suoi autisti, per agevolare le persone con disabilità. Musei sempre più accoglienti e accessibili a livello comunale ma non solo, accolgono visitatori e turisti. Tutte le recenti risistemazioni di pensiline bus tengono conto dell’accessibilità, che si tratti di ordinaria risistemazione o di straordinaria riqualificazione. Quanto poi, ai monopattini, speriamo che i nuovi bandi abbiano un impatto positivo e possano incidere sul peccato veniale di questi mezzi".

"Nella precedente amministrazione è stato rilevante il lavoro di Franco Lepore, disability manager della città di Torino - aggiunge il consigliere di Uici - Oltre ad aver fatto da apripista su molti temi legati alla disabilità in generale, ha prodotto documenti rilevanti sull’accessibilità al servizio di tutti, ottima eredità per i suoi successori che non partiranno da zero".

Dove e come migliorare ancora

Dove è possibile migliorare allora? Per l'Unione Ciechi "il valore enorme di Torino sta nella co-progettazione con i cittadini attivi sui temi dell’accessibilità e nell’unire la competenza dei tecnici e la responsabilità politica con l’esperienza delle associazioni di disabili. Niente è stato fatto per i cittadini disabili senza di loro. Torino come sempre sarà all’avanguardia e insegnerà e imparerà da altre città. Mentre ci prendiamo un caffè in piazza San Carlo, il “salotto buono”, teniamo gli occhi aperti sul lavoro da svolgere, ma nello stesso tempo godiamo di una città che sta vestendo da anni i panni dell’universal design, detto anche il “caso Torino”, in molti ambiti. Discreti come sempre, ma già presenti nel futuro".

redazione

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