Cultura e spettacoli | 04 luglio 2022, 08:39

Al via il festival "Scenario di montagna": Morgan ospite del concerto di Ferragosto

Dal 9 luglio al 24 settembre musica, escursioni e spettacoli in Val di Susa

Al via il festival "Scenario di montagna": Morgan ospite del concerto di Ferragosto

È un’estate fitta di appuntamenti quella di Scenario montagna, il festival delle valli piemontesi giunto quest’anno alla sua 18ª edizione. Un festival unico nel suo genere dedicato a chi ama stare all’aria aperta e nutrirsi di natura, musica, cultura e scoperte. Un festival per vivere la montagna in modo affascinante e divertente, adatto a tutti: grandi, piccini, famiglie, amici, novelli camminatori o esperti esploratori.

 

3 mesi di eventi, oltre 20 appuntamenti, 3 valli - Val Susa, Val Chisone e Val Troncea – e 10 comuni montani coinvolti, 1 tema che fa da fil rouge e dà il titolo alla manifestazione: (S)CONFINI. Perché l’edizione 2022 del festival sarà esattamente questo: un continuo attraversamento di barriere e confini, artistici, culturali, creativi, generazionali e perfino tecnologici.

 

Dal 9 luglio al 24 settembre, nei comuni di Salbertrand, Sauze d’Oulx, Bardonecchia, Pinasca, Perosa Argentina, Inverso Pinasca, Fenestrelle, Pragelato, Villar Focchiardo sarà un susseguirsi di escursioni guidate, esibizioni musicali e spettacoli itineranti. Non solo, ad arricchire il programma di questa edizione anche due festival nel festival: Scenario Giovani e BardonecchiArp Festival, due show con la compagnia internazionale di nouveau cirque Les Farfadais e, grande ritorno, il tradizionale concertone di Ferragosto che quest’anno avrà come ospite Morgan l’artista giusto che, tra genio e sregolatezza, andrà oltre i (S)CONFINI!

comunicato stampa

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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