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Attualità | 05 luglio 2022, 16:10

Festa polizia penitenziaria: Sappe e altre sigle disertano in segno di protesta

"Condizioni disumane e lavorative in cui sono costretti a operare i poliziotti penitenziari negli istituti della Regione Piemonte. Non c'è nulla da festeggiare"

agente polizia penitenziaria

Festa polizia penitenziaria: Sappe e altre sigle disertano in segno di protesta

Le organizzazioni sindacali del comparto sicurezza del Piemonte: Sappe, Osapp, Uil pa, Uspp, Fns Cisl e Fsa Cnpp disertano la cerimonia celebrativa del 205° anniversario della Fondazione del corpo di Polizia Penitenziaria in segno di protesta che sarà celebrata a Torino il giorno 8 luglio 2022 "per le condizioni disumane e lavorative in cui sono costretti a operare i poliziotti penitenziari negli istituti penitenziari della Regione Piemonte che sono diventate delle vere e proprie polveriere”.

"Noi non ci saremo perchè non c’è nulla da festeggiare, adesso basta con le chiacchiere occorrono interventi concreti la pazienza è giunta al termine - spiega la nota dei sindacati della Polizia Penitenziaria - Dopo l’ultima in ordine di tempo aggressione a Torino da parte di un detenuto sottoposto al regime di cui all’art. 41 bis che non avrebbe dovuto nemmeno essere presente nell’istituto (per osservazione psichiatrica) (sic!), dopo la mancata concessione del congedo parentale a personale di polizia penitenziaria del carcere di Biella (in parte risolto dopo l’intervento del provveditore), non c’è proprio nulla da festeggiare se non smetterla con le passerelle da etichetta e con le chiacchiere ed assumere seri e concreti provvedimenti a tutela delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria che sono giunti allo stremo delle loro forze".

"Le condizioni e gli eventi critici sono divenuti devastanti da Vercelli agli istituti penali di Alessandria, da Asti a Cuneo da Biella a Ivrea da Novara a Saluzzo, dal carcere minorile Ferrante Aporti a Verbania etc., insomma, nessun istituto è esente da gravissimi problemi al punto che la polizia penitenziaria non ce la fa più a fronte di turni massacranti e di diritti non concessi (i riposi settimanali al personale vengono programmati addirittura dopo trenta (30) giorni consecutivi di lavoro (siamo ritornati al medioevo), ferie negate al personale, vestiario carente, mezzi roventi e ansimanti per eseguire le traduzioni, sovraffollamento alle stelle condizioni dei luoghi di lavoro penosi e fatiscenti, gravissima carenza di organico", proseguono i sindacati della Polizia Penitenziaria.

comunicato stampa

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