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Cultura e spettacoli | 05 luglio 2022, 12:04

Franceschini da Torino: "Azienda si vergogni se non investe in cultura"

Il ministro in collegamento agli Stati Generali della Cultura. Lo Russo: "La cultura è una degli elementi fondativi dell'Europa, più della moneta unica"

Franceschini da Torino: "Azienda si vergogni se non investe in cultura"

"La cultura è una degli elementi fondativi dell'Europa, più della moneta unica". È questo il messaggio che ha lanciato il sindaco Stefano Lo Russo, intervenendo questa mattina agli Stati Generali della Cultura in programma oggi al Museo del Risorgimento. E il primo cittadino immagina per questo settore un ruolo centrale per il rilancio economico della città.

Lo Russo: "Cultura motore di sviluppo"

"Nella Torino che vogliamo - ha spiegato - la cultura non fa solo conoscenza diffusa, ma è anche un motore di sviluppo" . "Dietro - ha poi aggiunto - c'è un mondo produttivo importante, che può dare un contributo importante alla ripartenza del paese. Per la nostra città penso all'arte contemporanea, al Museo Egizio e anche al circuito delle residenze sabaude: quest'ultime rappresentano un asset importante di promozione della città".

Un Lapo-boy in Comune

In quest'ottica, nelle scorse settimane, il primo cittadino ha riorganizzato la macchina comunale "arruolando" Dario Destefanis per attirare e organizzare nel capoluogo grandi manifestazioni. Un passato da ufficio stampa in Fiat, vicino al rampollo di casa Agnelli Lapo Elkann, c'è chi ha visto nel suo arrivo un demansionamento dell'assessore ai Grandi Eventi Mimmo Carretta. Una ricostruzione che Lo Russo rispedisce al mittente: "Chi lo dice non conosce la differenza tra organo politico e amministrativo.  Siccome noi crediamo nei grandi eventi, e in Comune non avevamo una struttura adatta, l'abbiamo creata" ha concluso.

Franceschini: "Chi non investe in cultura si vergogni"

A intervenire in collegamento il Ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha voluto lanciare un messaggio forte: "Vorrei arrivasse il momento in cui impresa, soprattutto una grande impresa che esporta nel mondo, si vergognasse se non ha destinato una parte dei propri utili al patrimonio culturale del proprio paese". "L'intervento del privato in cultura - ha rincarato - deve essere motivato da una forte vocazione morale, non dall’esigenza di fare profitto".

Cinzia Gatti

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