Eventi - 11 agosto 2022, 14:05

Il Sinodo ritorna in presenza e si torna a lavorare con i battisti

Dal 21 al 26 agosto è in programma l’assemblea delle Chiese metodiste e valdesi che si svolge a Torre Pellice. Sono attesi i numeri del pre pandemia: più di 150 persone dall’Italia e dall’estero

A sinistra la moderatora Trotta

A sinistra la moderatora Trotta

Da domenica 21 a venerdì 26 agosto torna in presenza a Torre Pellice il Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi che si svolge nella Casa valdese di via Beckwith 2. Il culto di apertura è in programma domenica alle 10,15 al Tempio valdese di via Beckwith 4, e sarà presieduto dai pastori Daniele Bouchard e Lino Gabbiano. La novità di quest’anno è il ritorno di un dialogo e un confronto con i battisti, dal 21 al 23. Un elemento che mancava da 15 anni.

Il ritorno in presenza

A causa della pandemia nel 2020 l’assemblea annuale era stata annullata, mentre l’anno successivo si era svolta in modalità mista che prevedeva la presenza solamente di una parte di deputati e la partecipazione on line di tutti gli altri. “Siamo tutti contenti di poter tornare in presenza: è stata una scelta condivisa e su cui abbiamo riflettuto molto perché sappiamo che c’è ancora molta paura per la pandemia. Tuttavia ha prevalso la voglia di ritrovarsi dal vivo” dichiara Alessandra Trotta, moderatore della Tavola valdese. Per mantenere alti gli standard di sicurezza sono stati presi alcuni accorgimenti: “Ad esempio attrezzeremo una grande tensostruttura nel cortile dietro la Casa valdese in modo da avere ulteriore spazio disponibile” annuncia. Il numero di persone attese si avvicina agli anni pre pandemici, si parla di 160/170 persone. “Saranno presenti prevalentemente deputati che rappresentano le chiese nazionali ma ci saranno ospiti provenienti dalle chiese sorelle estere – spiega –. Si tratterà prevalentemente di persone in arrivo dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Mentre, quest’anno, non è previsto l’arrivo di rappresenti delle chiese africane e americane”. I deputati del sinodo rappresentano le chiese locali oppure organismi territoriali più ampi, una parte è composta da pastori che però non possono essere più numerosi dei membri laici. Partecipano all’assemblea anche i membri delle Commissioni sinodali a cui sono affidati diversi servizi e che in quella sede risponderanno del loro operato.

I temi più urgenti

C’è un solo candidato al ministero pastorale quest’anno ed è una donna: Elisabeth Sara Therese Heinrich-Balestri. La crisi delle vocazioni, condivisa con la chiesa cattolica, sarà uno dei temi che verranno affrontati durante il Sinodo. “Nei prossimi cinque anni andranno in pensione ben 16 pastori e ci mancano intere generazioni dedicate al ministero – annuncia Trotta –. È quindi importante ripensare la ministerialità per darle un carattere condiviso. Ci sono già laici che si assumono responsabilità all’interno della chiesa, andrebbe valorizzato anche il loro supporto organizzativo”.

Tra gli obiettivi c’è anche il coinvolgimento delle nuove generazioni: “Dobbiamo riflettere sui mezzi efficaci per coinvolgere i giovani nell’ossatura della chiesa. Nutriamo fiducia in loro perché le nuove generazioni sono molto più aperte, curiose, più facilmente interculturali e dotate di linguaggi freschi, adatti a raggiungere le persone”.

Anche l’8 per mille sarà uno dei temi prioritari per il Sinodo, il prossimo anno infatti alle chiese arriveranno le destinazioni firmate dai contribuenti nel 2020, in piena pandemia: “Quell’anno si è verificato un fenomeno nuovo: è diminuito il numero delle firme per le chiese a fronte di un aumento notevole delle destinazioni allo Stato la fine di sostenere il settore sanitario – rivela Trotta –. Dovremo prendere quindi decisioni oculate sull’utilizzo delle risorse e individuare le priorità da salvaguardare”.

Avranno ampio spazio, inoltre, i temi sociali, a partire dagli avvenimenti geopolitici: “Con la guerra in Ucraina è risultato evidente che le chiese cristiane non abbiano fatto abbastanza per contribuire all’educazione alla pace e nemmeno per far sì che la religione non venisse strumentalizzata”. Entrerà al Sinodo il tema del lavoro: “Lo affronteremo anche dal punto di vista di ‘datori’ di lavoro e organizzatori di lavoro, perché tali siamo soprattutto per il territorio delle Valli valdesi”.

Elisa Rollino

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