Eventi | 14 agosto 2022, 17:45

Bardonecchia, Les Farfadais presentano "Sortilegio"

Appuntamento di Ferragosto: il 15 agosto alle 21 alla Tur d'Amun

Bardonecchia, Les Farfadais presentano "Sortilegio"

Una delle più grandi compagnie di spettacolo acrobatico al mondo. oltre 5.000 spettacoli messi in scena in più di 20 paesi. 70 artisti internazionali. Fondata nel 1999 dai fratelli Alexandre e Stéphane Haffner (artisti franco-torinesi), Les Farfadais diventa nel tempo una compagnia di più di 50 artisti da ogni parte del globo ed una delle più famose al mondo legate al nouveau cirque. I loro spettacoli sono autentiche esperienze di abilità tecnica, scenica (le scenografie sono costruite dalla stessa Compagnia, con il loro team di ingegneri e scenografi), performativa.

Oggi Les Farfadais è indubbiamente una delle compagnie di nouveau cirque acrobatico più apprezzate al mondo grazie allo stile unico e riconoscibile e al livello assoluto degli artisti che ne fanno parte. Uno dei loro punti di forza è la capacità di creare eventi site specific: alle consuete location come teatri, tendoni e palazzetti, la compagnia infatti preferisce trasformare in palcoscenico gli spazi più diversi.

Sono loro gli ospiti dello spettacolo di ferragosto a Bardonecchia. L'appuntamento è per il 15 agosto alle 21 alla Tur d'Amun.


"Sortilegio" è la loro ultima produzione: uno show incredibile in un luogo magico. 50 minuti di acrobazie, tableaux vivants, equilibrismi, numeri aerei, creature giganti gonfiabili, interazioni con videomapping concatenati in una storia dai valori universali. Biglietto: 15 euro.

redazione

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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