Eventi | 14 agosto 2022, 08:57

Lezioni per imparare a prendersi cura dei sentieri

Anche il Cai di Pinerolo ha avvitato un corso tenuto da 8 manutentori volontari

La lezione pratica (Foto di Massimo Bosco)

La lezione pratica (Foto di Massimo Bosco)

La manutenzione dei sentieri è un aspetto importante non solo per la conservazione dei boschi, ma anche perché favorisce la pratica escursionistica e riduce i rischi che si possono correre quando si affrontano percorsi poco puliti o mal segnalati.

Il Cai promuove iniziative per prendersi cura dei sentieri montani e in primavera un corso è stato organizzato anche a Pinerolo con 28 partecipanti di tutte le età

Il gruppo di Manutenzione Sentieri del Cai Pinerolo nasce circa 10 anni fa, fondato da Luciano Savarino. Da allora i volontari, ora una dozzina, si occupano di effettuare lavori manutentivi ogni settimana – salvo maltempo – sui sentieri montani della zona, in particolare il percorso che porta al rifugio Melano – Casa Canada di Frossasco, nella Val Chisone, nella zona di Fenestrelle e del Lago del Laux, grazie a fondi ottenuti tramite bandi regionali.

“Data la forte operatività del gruppo, la sezione Cai regionale e la Sosec-P (Struttura Operativa Sentieri e Cartografia – Piemonte, ndr) hanno deciso di promuovere e coinvolgerci nell’organizzazione di un corso di formazione per manutentori sentieri, così come è già stato fatto per altre sezioni locali” spiega Massimo Bruno, uno dei responsabili del gruppo di manutentori pinerolese. Il corso è stato composto da una lezione teorica online il 5 aprile e una pratica il 10 nei dintorni di Casa Canada.

Le lezioni sono state tenute da 8 manutentori volontari del gruppo del Cai Pinerolo. Dopo la lezione teorica, la formazione si è svolta imparando a svolgere vari lavori sul campo: tagliare e spostare gli alberi caduti sul sentiero, creare scalini nel terreno per facilitare il percorso, deviare le acque e costruire canalette per non rovinare i sentieri, dipingere in modo corretto la segnaletica del percorso. Durante tutto il corso ci si è focalizzati sugli aspetti di sicurezza, spiegando i movimenti corretti da effettuare e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale – secondo il manuale del Cai, il primo dovere di un manutentore di sentieri è infatti pensare alla propria salute e sicurezza.

“Noi del gruppo manutentori siamo tutti pensionati e sopra i 65 anni d’età, e solo tre su undici partecipanti sono donne – commenta Bruno –. È stato molto bello vedere, per questo corso di formazione, la partecipazione di interessati di tutte le età, anche molto giovani, e di molte ragazze. Nessuno di loro aveva esperienze pregresse sul campo, ma abbiamo notato in tutti passione e soddisfazione: abbiamo quindi molte speranze per il ricambio generazionale della nostra attività”.

Rosa Mosso e Marco Bertello

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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