Cronaca | 27 settembre 2022, 13:33

“Torino come Bibbiano, rapiscono i nostri figli”: le testimonianze shock dei genitori disperati [VIDEO]

Manifestazione del Comitato Uniti per i Bambini in favore del Ddl Allontanamento Zero voluto dall’assessore Caucino: “Non vediamo i nostri bambini da anni, è mostruoso”

protesta allontanamento zero

“Torino come Bibbiano, ci strappano i nostri figli”: le testimonianze shock dei genitori disperati

"Mio figlio mi è stato rapito cinque anni fa: da tre non posso nemmeno sentirlo". Una frase urlata con rabbia, quasi con le lacrime agli occhi. A pronunciarla è Elena, mamma di Mathias, fuori dal Consiglio regionale. 

E' proprio fuori da Palazzo Lascaris infatti che una ventina di persone si sono ritrovate per sostenere il Ddl "Allontanamento Zero" proposto dall'assessore all'Infanzia Chiara Caucino, oggi discusso in aula. 

"Sosteniamo il Ddl Allontanamento Zero"

"Lo sosteniamo al fine di ridurre il disagio dei nostri figli. I bambini vengono tolti alle famiglie, a volte per un mero motivo economico" spiega Andrea Carta, presidente dell'associazione Papà e Mamme separati di Novara, riferendosi a quel dato riportato dalla Regione che indica come il 60% degli allontanamenti si potrebbe evitare con un corretto sostegno alle famiglie. "Invece aiutarle, il sistema separa i bambini dai genitori e li mette in strutture senza una vera e propria motivazione" spiega Carta.

"Torino è come Bibbiano, bimbi sequestrati e morsi dalle zecche"

Con cartelli in mano e uno striscione, i genitori muovono accuse pesantissime: "Torino? E' come Bibbiano". Le testimonianze di casi riportati, con episodi che fanno accapponare la pelle, sono recenti: "Da Rocca Canavese ci arrivano foto e video di bambini morsi da zecche. Non sono iscritti a scuola, mangiano cibo che non verrebbe dato nemmeno ai cani: sono chiusi in comunità, sequestrati" attacca Salvatore Salerno, presidente Comitato Uniti per i bambini.

La testimonianza di Elena: "Mi hanno dato psicofarmaci, poi tolto mio figlio"

A ribadire quanto sia importante per i genitori che la Regione Piemonte si doti di una legge come l'Allontanamento Zero, le testimonianze di madri e padri separati, che a causa di problemi economici o sociali non vedono (e in alcuni casi non sentono) più i loro figli. 

E' il caso di Elena, mamma di Mathias, allontanato da lei da 5 anni. "Sono una madre single, il padre di mio figlio se n'è lavato le mani. Ho avuto difficoltà interiori ed economiche, è mi hanno psichiatrizzata" racconta. I psicofarmaci, pur essendo legali, le hanno presto creato una dipendenza, costringendola a prenderli per dormire. Una situazione precipitata molto velocemente: "Mi hanno diagnosticato un disturbo di personalità borderline e si sono portati via mio figlio". Il racconto è scioccante. Paure, incubi e traumi. Sia per la mamma che per il bimbo.

"Ora non vedo e sento Mathias da tre anni e mezzo, me l'hanno fatto vedere i primi due anni quando volevano". Il motivo? "Gli spiegavo che eravamo lontani non per mia volontà, ma a loro questa cosa non andava giù. Volevo solo dirgli che non l'avevo abbandonato: da quel momento non ho nemmeno più potuto sentirlo. Si sono letteralmente presi mio figlio" spiega la mamma disperata.

Il racconto di Elena, seppur differente, ha un comune denominatore rispetto a quello rivelato da Mariangela: una mamma scesa in strada per riavere i propri bambini. "Sono stati portati via per colpa del padre, a cui però sono stati riaffiorati nel 2018: io sono stata esclusa. Chiedo di averli a casa con me, i miei figli sono cresciuti con me e ora non hanno nessuno che possa garantire loro la giusta qualità di vita". "Me li hanno portati via quando avevano 3 anni e mezzo e 4 anni. Ora ne hanno 10 e 11: sono preoccupata per loro" afferma disperata.

Parole e racconti che mirano a un obiettivo preciso: spingere all'approvazione del Ddl "Allontanamento Zero". 

L'altolà delle minoranze

Differente la posizione tenuta dalle minoranze in Consiglio regionale: "Il Movimento 5 Stelle chiede il ritiro del Ddl “Allontanamento Zero” e si unisce ai tanti Comuni e alla società civile che denunciano da tempo i rischi legati all’approvazione di questo testo. Un tema così delicato non può essere affrontato con approccio ideologico o con titoli slogan, creando aloni di dubbio sull'intero sistema dei servizi sociali che ha permesso negli anni di tutelare migliaia di minori" è la nota del M5s.

"Sono 44 i Consigli e le Giunte comunali del Piemonte che si sono mobilitati per chiedere il ritiro del Ddl “Allontanamento zero”, presentato dalla Giunta Cirio." dichiarano la consigliera regionale Monica Canalis e il presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo. "Questi enti, nei mesi scorsi, hanno approvato un Ordine del Giorno di contrarietà alla proposta legislativa della Giunta piemontese. E molti altri Comuni si esprimeranno al primo Consiglio utile. Come può il Presidente Cirio ignorare questo appello dei territori, che ha carattere civico e non solo politico?" si chiedono.

"Riaprire il dialogo sul disegno di legge “Allontanamenti zero” senza rendere il tema degli affidi oggetto di scontro ideologico è una necessità", ha spiegato Francesca Frediani del Movimento 4 Ottobre. "E’ ciò che abbiamo chiesto oggi in Aula di Consiglio regionale rivolgendoci alla Giunta Cirio. Da enti ed associazioni si sono levate voci sempre più critiche nei confronti di un disegno di legge nato da una visione distorta del sistema affidi in Piemonte. Confidiamo quindi nel buon senso dell’assessore Caucino perché il DDL torni in Commissione per essere realmente migliorato, senza che posizionamenti ideologici vanifichino quanto di buono è stato fatto finora".

Caucino: "Capisco il dolore delle famiglie"

Mi dispiace sentire che dopo tre anni di confronti siamo ancora a questo punto, all’ostruzionismo ferreo. Ma sono felice che finalmente dopo tutto questo tempo, il disegno di legge arrivi in Consiglio” ha affermato l'assessore Caucino. “Ci sono famiglie che ci presentano il loro dolore. Oltre l’80% si può evitare, possiamo scongiurare l’allontanamento se si interviene sulla famiglia. Vogliamo costruire, insieme alle famiglie, un programma di aiuto, recupero e sostegno. Sia dal punto di vista psicologico che economico” ha concluso Caucino.

Andrea Parisotto

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Federica Monello

Giornalista pubblicista, ascoltatrice vorace di musica, amante di tutto ciò che è cultura. Nasco e cresco in Sicilia dove da studentessa di Lettere Moderne muovo i primi passi nel giornalismo, dopo poco unisco la scrittura alla passione per la musica. Giungo ai piedi delle Alpi per diventare dottoressa in Comunicazione e Culture dei media e raccontare di storie di musica, versi, suoni e passioni.

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