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Sanità | 03 ottobre 2022, 16:11

Cooperazione e medici 'a gettone', Legacoop Piemonte: "Modello che non ci appartiene. Lavoriamo per partnership virtuose"

"La carenza di personale medico e infermieristico e di operatori socio-sanitari è ormai cronica e siamo convinti che la partnership tra pubblico e privato sociale possa rappresentare una soluzione valida se affrontata con professionalità"

immagine di repertorio

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Con riferimento alle recenti notizie diffuse dagli organi di stampa sul sistema dei medici “a gettone” arruolati da cooperative per colmare le carenze di organico degli ospedali, Legacoop Piemonte precisa che si tratta di un modello di cooperazione che non le appartiene

La nostra Associazione da anni sostiene l’importanza dell’integrazione tra pubblico e privato sociale per quanto riguarda i servizi sanitari e socio-assistenziali. Ma crediamo fermamente che ciò debba avvenire in modo virtuoso attraverso processi di integrazione che garantiscano l’efficacia, l’efficienza e la qualità dei servizi svolti” dichiara il presidente di Legacoop Piemonte Dimitri Buzio. “Condanniamo invece le pratiche riportate negli articoli comparsi negli scorsi giorni - prosegue - in quanto simili atteggiamenti rischiano di danneggiare l’intero mondo della cooperazione che invece può vantare ottimi esempi di imprese che operano in ambito sanitario nel rispetto delle regole”. “Legacoop Piemonte vanta alcune tra le più importanti realtà nel comparto sanitario e socio-assistenziale. Ci candidiamo dunque a essere protagonisti in positivo di un nuovo modello di welfare in cui la cooperazione sociale, forte della sua esperienza, può essere un valido sostegno al servizio della comunità di cui fa parte”, conclude il presidente Buzio. 

"La carenza di personale medico e infermieristico e di operatori socio-sanitari è ormai cronica e siamo convinti che la partnership tra pubblico e privato sociale possa rappresentare una soluzione valida se affrontata con professionalità e integrando i reciproci ruoli e competenze. Tantoché, laddove già è stata sperimentata, possiamo di sicuro citare esempi positivi come le nostre cooperative di medici di medicina generale quale forma di aggregazione capace di dare risposte concrete alle istanze dei territori rispetto ai servizi sanitari di prossimità", dichiara Barbara Daniele, responsabile di Legacoopsociali Piemonte. 

"In questa fase storica di ridefinizione delle cure territoriali post pandemia e di implementazione delle linee di investimento del PNRR, l’impresa cooperativa tra medici di medicina generale risponde alle esigenze di omogeneità ed esigibilità su tutto il territorio nazionale dei servizi essenziali di cura e assistenza. Nell’ambito del processo di riorganizzazione delle cure territoriali, l’integrazione tra il soggetto accreditato gestore dei servizi residenziali e domiciliari sanitari e socio-assistenziali e la cooperativa medica soddisfano la necessaria presenza della componente medica nella gestione della cronicità, delle non autosufficienze, del fine vita e di altre situazioni di fragilità sociosanitaria, che comportano la necessità di interventi domiciliari integrati o l’assistenza in strutture residenziali: un modello molto diverso da quello dei gettonisti", conclude Barbara Daniele.

comunicato stampa

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