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Attualità | 15 ottobre 2022, 10:55

Miseria e nobiltà: stasera il derby della Mole più povero degli ultimi 15 anni

Nonostante l'Olimpico 'mignon' si è lontani dal tutto esaurito: colpa di una Juve in crisi prolungata e di un Toro in emergenza. Ma Juric ci crede: "Dobbiamo vincere". Sfida speciale per il grande ex Bremer

immagine d'archivio di toro-juve

Miseria e nobiltà: stasera derby della Mole più povero degli ultimi anni

Negli anni Settanta valeva lo scudetto su entrambe le sponde, fino a metà degli anni Novanta era un confronto equilibrato, quando alla guida del Toro c'era Mondonico e in campo una squadra con ambizioni europee. Dopo una storia di sfide dominate dall'incertezza, da 27 anni a questa parte il derby della Mole ha visto la Juve dominare in lungo e in largo, con un solo successo granata datato 2015. Prima e dopo il nulla.

Equilibrio ma verso il basso

La novità di questa sfida di metà ottobre è che è tornato l'equilibrio, perché i bianconeri sono i grandi malati del campionato, staccatissimi dalla vetta e già praticamente fuori dalla Champions. Il Toro, dopo un inizio folgorante, è tornato nella mediocrità in cui vive dall'inizio dell'era Cairo, salvo un paio di stagioni di eccellenza sotto la guida di Ventura. Il risultato è che questa stracittadina è povera come non capitava da anni: una situazione simile si era verificata nel 2008, quando alla partenza no della Juve si era abbinato il solito inizio slow dei colori granata, così da portare le squadre alla sfida con un distacco di appena due punti.

Olimpico lontano dall'esaurito

Oggi come allora (per la cronaca vinse la Juve con gol di Amauri, che poi sarebbe diventato granata anni dopo) si gioca all'Olimpico che, malgrado il suo formato 'mignon', è lontano dal far registrare l'esaurito. Nonostante sia il primo derby in casa granata senza più limitazioni Covid alla presenza sugli spalti, a ieri non si era arrivati a 22 mila tagliandi venduti in prevendita.

La ragione? La crisi economica, certo, ma questa Juve in grande difficoltà e un Toro bello ma spesso spuntato non sanno più accendere la passione della gente. Un mezzo delitto, pensando che il vecchio Comunale in passato conteneva 70 mila persone e c'era gente che restava fuori senza biglietto.

Juric ci crede: "Possiamo vincere"

Al primo derby dello scorso campionato il Toro era giunto a pari punti, ma si erano giocate solo sei partite, adesso siamo alla decima giornata e questa Juve in grande crisi e lontana solo due punti ha risvegliato l'appetito di Juric. Il tecnico granata non ha usato giri di parole alla vigilia: "Vedo una squadra concentrata e sul pezzo, ci teniamo a fare una grande partita e questa volta dobbiamo cercare di vincere: l'anno scorso l'abbiamo sfiorata, ora la vogliamo trovare": così ha caricato squadra e ambiente, con propositi bellicosi.

 

Il problema è che, per un gruppo affetto dal mal di gol, sono arrivate pessime notizie dall'infermeria: "Non ci saranno Pellegri e Sanabria, poi c'è Ricci che ha avuto 40 di febbre". Non proprio il modo migliore di avvicinarsi al confronto più atteso dai tifosi granata, ma Juric ci crede. "Spesso abbiamo fatto tante buone prestazioni ma senza ottenere il risultato pieno, stavolta ci meritiamo una grande vittoria".

Allegri: "Guai a sbagliare ancora"

In crisi prolungata, reduci dalla figuraccia di Tel Aviv in Champions, con lo spogliatoio in subbuglio e tanti musi lunghi tra i giocatori per il ritiro (mentre i tifosi contestano e sono sul piede di guerra), per la Juve questo derby è forse l'ultima occasione per provare a svoltare. Allegri ha provato ad allontanare i fantasmi: "La squadra non ha mai chiesto di non andare in ritiro e non si tratta di una punizione, ora però dobbiamo tirarci fuori da questa situazione e iniziare a fare risultati".

"Il Toro ti aggredisce e dà intensità, ha buoni giocatori anche tecnicamente - ha detto l'allenatore bianconero, tessendo le lodi degli avversari - e sarà sicuramente una gara complicata: dovremo stare attenti e corti, dovremo lavorare di squadra per cercare di ottenere un buon risultato". Anche perché un nuovo scivolone, malgrado le parole spese dal presidente Agnelli, potrebbe essere davvero fatale ad Allegri, la cui panchina traballa da settimane mentre sui social spopola l'hashtag #allegriout.

Sfida speciale per il grande ex Bremer

Senza Di Maria infortunato, in tre si giocano due maglie davanti tra Vlahovic, Milik e Kean, con Paredes che dovrebbe guidare il centrocampo mentre dietro ci sarà sicuramente spazio per il grande ex Bremer, al primo derby da bianconero.

Pagato 50 milioni a luglio, doveva diventare il ministro della difesa ma adesso si ritrova a guidare un reparto in grande difficoltà e un Toro così vicino in classifica come mai avrebbe immaginato al momento dell'addio.

Massimo De Marzi

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