Attualità - 10 novembre 2022, 07:01

Tutto il mondo a Torino: sempre più stranieri in città e l'integrazione aiuta ad aumentare consumi, anche culturali

Presentata al Campus Einaudi una ricerca realizzata dall'Università, con 300 interviste realizzate ad altrettanti esponenti delle 11 comunità più numerose del territorio

Aumenta la presenza di comunità straniere in città

Il numero di cittadini stranieri attualmente presenti nella Città di Torino rappresenta il 15% sul totale della popolazione: è a partire da questi presupposti, e da dati sempre in crescita, che l'Università ha deciso di studiare la loro partecipazione culturale e la relativa intensità dei consumi attraverso una ricerca presentata al Campus “Luigi Einaudi” di lungo Dora Siena.

"Maggior integrazione, maggior partecipazione"

La ricerca si è strutturata attraverso 300 interviste ad altrettanti esponenti di 11 comunità tra le più numerose del territorio (Perù, Marocco, Senegal, Costa d'Avorio, Nigeria, Somalia, Pakistan, Cina, Filippine, Egitto e Romania, ndr), realizzate grazie al contributo di mediatori interculturali e alla traduzione del questionario nelle principali lingue. Il campione selezionato è stato distribuito uniformemente per genere, fascia d'età, livello di istruzione e anni di permanenza in Italia, evidenziando una tendenza precisa: "Il processo di integrazione - ha spiegato il professore di economia pubblica Enrico Bertacchini – favorisce la partecipazione e l'intensità dei consumi culturali, e la variabile che incide di più è il livello di istruzione, insieme agli anni di permanenza e alla presenza di un componente italiano in famiglia".

A suffragare quanto affermato ci sono i dati: laddove la permanenza in Italia raggiunge almeno i 10 anni e il livello di un'istruzione almeno la scuola secondaria, infatti, la partecipazione culturale risulta di gran lunga più alta rispetto alle altre casistiche. Un altra statistica interessante riguarda la tipologia di attività scelta, con una netta preferenza riguardante le feste della propria comunità, seguite dal cinema, dai libri, dalle sale da ballo e dai musei: "Il processo di integrazione - ha ribadito Bertacchini – è fondamentale per costruire le basi di una partecipazione attiva e può favorire l'accessibilità".

Le strategie proposte

Gli autori della ricerca, in base ai risultati ottenuti, hanno individuato alcune strategie per contribuire a migliorare la partecipazione culturale: "Le istituzioni culturali cittadine - ha concluso – dovrebbero dimostrare una maggiore apertura nei confronti della domanda dei cittadini stranieri, senza offerte eccessivamente profilate per comunità vista la bassa polarizzazione su determinati consumi. In secondo luogo, vista l'alta partecipazione alle feste di comunità, sarebbe opportuno promuovere un nuovo modello di dialogo basato sull'organizzazione di iniziative nelle stesse sedi con l'obiettivo di promuovere l'avvicinamento culturale".