Economia e lavoro - 18 novembre 2022, 13:17

Basta morti sul lavoro: i sindacati metalmeccanici in presidio davanti all'ultima azienda coinvolta

Manifestazione con Fim, Fiom, Uilm e Fismic ai cancelli della Alessio Tubi dove nei giorni scorsi ha perso la vita un operaio

Presidio dei sindacati metalmeccanici davanti alla Alessio Tubi di La Loggia

Un presidio per dire che qualunque infortunio sul lavoro, ancor più se mortale, è un prezzo insopportabile da pagare per la collettività. Lo hanno organizzato questa mattina i sindacati metalmeccanici di Fim, Fiom, Uilm (e con la presenza anche di Fismic) ai cancelli della Alessio Tubi di La Loggia, alle porte di Torino.

Non un luogo qualsiasi: proprio qui, infatti, nei giorni scorsi ha perso la vita un operaio di 41 anni, travolto da alcuni tubi di metallo. Era il 7 novembre. L'ultimo di 48 decessi che il Piemonte ha dovuto sopportare dall'inizio del 2022. Mentre gli infortuni denunciati sono oltre 35mila. 

Quella delle morti sul lavoro e degli incidenti è una piaga che non trova pausa, a quasi un anno dalla tragedia costata la vita a tre persone con il crollo di una gru in via Genova. Ma sono stati tanti altri gli episodi che hanno messo a rischio o sono costati la vita a persone impegnate a svolgere il loro mestiere.

Centinaia i lavoratori metalmeccanici e precari che hanno partecipato. “Oggi abbiamo voluto manifestare per la vita. Non si può ancora morire di lavoro nel terzo millennio - dice Edi Lazzi, segretario generale Fiom Torino -. Il governo deve stanziare le risorse opportune per un piano straordinario di assunzione di ispettori del lavoro che possano effettuare gli opportuni controlli e per questa via porre fine a ciò che è ormai diventata una mattanza”.

La sicurezza non può essere considerata un costo ma un investimento sui propri dipendenti e sul futuro aziendale - aggiunge Davide Provenzano, segretario generale Fim Torino -. Dopo anni di infortuni mortali, ci troviamo ancora nella nostra Torino a dover manifestare per un’altra vita persa per il lavoro. Chiediamo più ascolto da parte di tutti i soggetti che si occupano del tema a partire dagli organismi preposti e dalla politica locale”.

Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, aggiunge: “Abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza alla famiglia e ai colleghi del lavoratore mancato a La Loggia. Il tema della sicurezza non può basarsi solo sulle statistiche e sui grafici, bisogna investire sulle risorse umane con più formazione. Le aziende non possono pensare di ridurre i costi abbassando il livello di sicurezza. È arrivato il momento di aprire una discussione seria sul precariato, non è accettabile che i lavoratori somministrati debbano sottostare a condizioni più precarie degli altri colleghi sul fronte dei diritti e della sicurezza”.

I dati continuano ad essere scoraggianti – dichiara il segretario territoriale Fismic Confsal, Enzo Li Gregni -, le morti e gli incidenti sul lavoro continuano ad aumentare, con una menzione tristemente negativa proprio per il Piemonte. Come Fismic Confsal vogliamo rimarcare l’esigenza e la necessità, prima ancora dell’aumento degli ispettori e dell’incremento dei controlli e delle sanzioni, di creare una reale rete di prevenzione e di puntare sulla formazione dei dipendenti e dei datori di lavoro. E’ essenziale non operare solamente una volta avvenuta la morte sul lavoro, ma far sì che queste non accadano proprio; non bisogna solamente correre ai ripari, ma evitarle. Si parla di morti bianche, ma non sono tali, sono veri e propri omicidi sul lavoro. Al contempo la stessa attenzione va riposta verso gli infortuni, molte volte invalidanti per l’intera vita futura del lavoratore".