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Attualità | 20 gennaio 2023, 07:00

Ice hockey paralimpico: Torino ricorda il Ciaz, ma scopre la grana del ghiaccio del PalaTazzoli

Torneo internazionale da lunedì a sabato nell'impianto di via Sanremo con Norvegia e Repubblica Ceca. "Ma la superficie continua a essere un problema, a seconda delle discipline. Servono investimenti che diano soluzioni definitive"

conferenza palatazzoli

Hockey Paralimpico: Torino ricorda il Ciaz, ma scopre il nervo del PalaTazzoli

Il Ciaz non c'è più, ma Torino continua a giocare a Para Ice hockey anche in suo nome. Torna, da lunedì 23 a sabato 28 gennaio, la decima edizione del Torneo internazionale di hockey paralimpico su ghiaccio. E lo fa ricordando Andrea Chiarotti (il Ciaz, appunto) capitano della Nazionale italiana e dei Tori Seduti, scomparso nel 2018. Anche se emerge qualche nervo scoperto, in un mondo (quello del ghiaccio, all'Oval) che proprio Torino vorrebbe invece cavalcare per essere parte si Milano-Cortina 2026.

"Avvicinare i ragazzi a questo sport"

L'organizzazione è affidata a Sportdipiù, con il patrocinio degli enti locali. "Vogliamo continuare ad avvicinare la gente e i ragazzi in particolare a questo sport - dice  presidente di Sportdipiu, Fabrizio Benintendi -. E può rappresentare un motivi di speranza per chi, magari per cause drammatiche, cerca una spinta e una motivazione ad avvicinarsi a questo sport". 

"Tutto è cominciato nel 2006, quando le Olimpiadi hanno portato proprio a Torino questa disciplina così affascinante - aggiunge la vicepresidente del comitato paralimpico, Tiziana Nasi - Ho conosciuto Ciaz in quegli anni e lo ricordo mentre andava sui pattini a rotelle. Era una persona straordinaria, non solo come atleta. E ancora adesso per i ragazzi è un riferimento. Anche per chi non lo ha mai conosciuto".


Dall'unico gol agli inglesi al bronzo olimpico sfumato

Da quel tempo (e dall'unico gol segnato, all'Inghilterra), le cose sono cambiate. "Ma si sono fatti anche alcuni passi indietro - prosegue Nasi - e quindi bisogna darci dentro. Milano-Cortina è davvero dietro l'angolo".

Al Palaghiaccio di corso Tazzoli si potrà compiere un primo passo in questa direzione, verso i Mondiali di maggio, in Canada. Una ripartenza dopo due anni di pandemia, con la Nazionale italiana pronta a farsi onore. In panchina il neo tecnico Mirko Bianchi, ex coach dei Tori Seduti ed ex assistente allenatore di Massimo Da Rin in azzurro. "Ho allenato Ciaz in Nazionale, ma da ragazzino sono stato allenato da lui, che pattinava con una protesi. Era una persona meravigliosa".

Dal 2006 a oggi l'Italia ha vinto un Europeo e ha fatto una finale olimpica per il terzo posto in Corea, persa di misura nel 2018. "Siamo in un periodo di crescita come risultati, ma i numeri restano risicati, nonostante l'impegno anche delle squadre di club. Servono atleti nuovi e linfa nuova. Altrimenti sarà difficile andare avanti".

Norvegia e Repubblica Ceca saranno le avversarie del triangolare. "Vogliamo mantenere il Gruppo A e giocare con le squadre più forti al mondo. Questo torneo è il punto di partenza per provare a fare sempre meglio, con sfide di livello".

Accanto al coach, Torino vanta anche tre atleti: il portiere Gabriele Airaudo e i difensori Eusebiu Antochi e Andrea Macri.

Il PalaTazzoli "scivola" sul ghiaccio?

Ma proprio il PalaTazzoli mostra qualche malcontento, come ribadisce Benintendi: "Tra umidità, macchinari utilizzati e altri elementi, ci sono difficoltà nell'utilizzo del ghiaccio del Palazzetto. Ci sono delle criticità anche sulla base delle diverse necessità degli sport. Aspettiamo di capire se è quando si dovrà provvedere alla chiusura per i lavori. Speriamo in investimenti più duraturi nel tempo, anche coordinando chi fa il ghiaccio e chi lo gestisce. L'importante è che prima o poi questo ghiaccio arrivi".

Massimiliano Sciullo

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