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Politica | 19 maggio 2023, 19:54

Sinistra Ecologista si mobilita per le Case di Comunità. Ravinale: "Più dibattito pubblico, personale e processo partecipato"

Il nuovo tipo di strutture socio-sanitarie definito dal PNRR sta sorgendo sul tutto il territorio, ma le consigliere di Sinistra Ecologista hanno presentato mozioni per chiedere che ci sia più coinvolgimento nella progettualità

Sinistra Ecologista si mobilita per le Case di Comunità. Ravinale: "Più dibattito pubblico, personale e processo partecipato"

Nonostante la pioggia battente, Sinistra Ecologista si è ritrovata la mattina del 19 maggio di fronte all'Ospedale Evangelico Valdese per parlare di Case di comunità e della situazione sanitaria locale, e per descrivere alla cittadinanza la mozione presentata dalle proprie consigliere.

Questo nuovo tipo di strutture socio-sanitarie, previsto dal PNRR, è in fase di implementazione da parte della Regione e dell'Asl e a Torino sono previste 18 aperture. Le consigliere di Sinistra Ecologista hanno presentato mozioni in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni 2, 3, 7 e 8 per incentivare il monitoraggio e la partecipazione nei processi decisionali che coinvolgono la nascita delle Case di comunità, per garantire i servizi di cui la cittadinanza ha davvero bisogno.

Processo partecipato e aumento del personale sono quindi le richieste mosse da Sinistra Ecologista, per far fronte alla privatizzazione di un settore che, secondo Alice Ravinale - capogruppo in Consiglio comunale - "rende il diritto alla salute sempre meno un diritto accessibile a tutti".

"Quando sono stati individuati 18 siti per le Case di comunità - ha dichiarato la consigliera - a causa della rapidità dei bandi non c'è stato alcun dibattito politico. Le Case di comunità sono il fulcro del PNRR per rilanciare la medicina di prossimità e i servizi socio-sanitari a livello territoriale, uno dei nervi più scoperti della nostra Regione e dell'Italia in generale. Realizzarle senza alcun dibattito è un grosso problema dato che hanno al centro proprio la comunità. Per questo abbiamo depositato questa mozione in Comune e nelle Circoscrizioni, per chiedere che nella realizzazione sia coinvolta la cittadinanza insieme ai lavoratori socio sanitari. Ad esempio, salute mentale e servizi alle donne sono servizi facoltativi per il PNRR mentre noi crediamo che siano punti necessari e che le Case di comunità possano garantire questi servizi.

Il rischio è che i cambiamenti siano solo strutturali: non sono previsti fondi né per il personale né per le attrezzature di cui c'è molto bisogno. Resta urgente che la Regione individui i fondi per la realizzazione delle due Case di comunità non finanziate dal PNRR, in via Farinelli e in via Pellico, e che mantenga la promessa di realizzare una Casa di Comunità presso l'ex ospedale Maria Adelaide, che resta chiuso in una zona che non sarà coperta adeguatamente dal servizio delle Case di cura. C'è stata un'accelerazione nella vendita a un privato della struttura che appartiene all'ASL, ma questo crea solo disuguaglianze".

"Visto che la Circoscrizione è l'ente più vicino ai cittadini - ha proseguito la consigliera in Circoscrizione 2 Elena Variara - riteniamo fondamentale coinvolgere a più livelli gli attori del territorio, dal terzo settore alle associazioni, aprendo un dialogo con le cittadine e i cittadini per venire incontro alle esigenze specifiche dei singoli quartieri. Il nostro territorio ha la popolazione più anziana di Torino, per questo chiediamo che la progettualità debba basarsi sulle caratteristiche di ogni territorio".

"Il tema deve essere caro e sentito da tutte le forze politiche di maggioranza per dare un segnale di compattezza a livello politico - ha concluso Ilaria Genovese, consigliera della Circoscrizione 7 - In alcuni quartieri si supera il 30 per cento di cittadine e cittadine stranieri, i cui bisogni devono essere ascoltati e presi in considerazione investendo sul ruolo dei mediatori culturali".

Francesco Capuano

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