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Cultura e spettacoli | 28 settembre 2023, 19:57

Esuli, rifugiati e sconfinamenti protagonisti del Festival delle Colline. Che porta Parigi nella Galleria Subalpina

Dal 14 ottobre al 5 novembre, 16 spettacoli sul tema dei confini. Paese ospite il Libano, in scena anche le vicende di Hanna Arendt e Walter Benjamin

I direttori del Festival, Isabella Lagattolla e Segio Ariotti

I direttori del Festival, Isabella Lagattolla e Segio Ariotti

In fuga dal nazismo, Walter Benjamin giunse a Parigi. E proprio ai "passages" parigini dedicò la sua opera più geniale, con una scrittura che rivelò, disse Hannah Arendt, il dono "di pensare poeticamente". Oggi quella Parigi la possiamo ritrovare in una Torino "psicologicamente parigina" (lo disse Piero Gobetti). Non è un caso, dunque, che per ospitare lo spettacolo "Passage", che racconta questa storia, sia stata scelta la Galleria Subalpina, che oggi, con le sue botteghe (il caffè, la libreria, l'antiquario, l'enoteca, il cineteatro) può ricordare la Galérie Vivienne di allora.

Stiamo parlando di uno dei titoli più significativi in cartellone del Festival delle Colline Torinesi, in programma dal 14 ottobre (ma anticipato da un'anteprima il 10) al 5 novembre a Torino. Un evento con 16 spettacoli, 5 prime nazionali e 41 recite in 27 giorni, organizzato da TPE - Teatro Astra insieme a Fondazione Merz, ma che coinvolge più realtà teatrali del territorio: dal Teatro Stabile a TorinoDanza, da Piemonte dal Vivo al Museo Nazionale del Cinema.

La storica rassegna teatrale, arrivata all'edizione numero 28, sarà incentrata quest'anno sul tema "Confini-sconfinamenti": esuli, profughi, migranti, rifugiati ed espatriati sono i protagonisti degli spettacoli. Persone che, nella storia, ma in particolare negli ultimi due secoli e ancora oggi, hanno varcato uno o più confini a seguito di guerre, calamità, persecuzioni. Ma gli sconfinamenti sono intesi anche metaforicamente, come quelli tra i linguaggi artistici. Il Paese ospite sarà il Libano, con Lina Majdalanie e Rabih Mroué protagonisti della "monografia d'artista '23". Il loro spettacolo Hartāqat, che inaugura la rassegna ed è una sorta di manifesto dell’edizione 2023, propone tre racconti di sconfinamenti: dalla Palestina verso il Libano di Izdihar, dal Libano verso altri paesi, dalla propria obbligata identità di genere ad altra. Viene evocata anche Hannah Arendt, intellettuale ebrea, allieva di Heidegger, fuggita dalla Germania nazista alla volta di Parigi e degli USA, testimone come giornalista del processo Eichmann, autrice di Noi rifugiati.

Gli spettacoli

La fuga verso l’Europa è centrale in Blind Runner di Amir Reza Koohestani, iraniano. In La Isla di Agrupaciòn Senor Serrano e in Frankenstein (A Love Story) di Motus si narra invece una fuga immateriale dalla condizione umana. Infine una fuga nel linguaggio dei segni c’è in Urla silenziose di Tedacà, uno spettacolo sulla falsariga della vita di un’attrice sorda, Emmanuelle Laborit, Premio Molière.

Passage è uno spettacolo itinerante dalle pagine di Walter Benjamin, interpretato da Paolo Musio. Non siete stati ancora sconfitti è un libro di Alaa Abd el-Fattah, scrittore e blogger, vittima di una spietata persecuzione giudiziaria in Egitto. Una riga nera al piano di sopra, in ricordo dei fuggiaschi dal Polesine, è infine un testo scritto e interpretato da Matilde Vigna.

Gli sconfinamenti tra le arti, teatro e arte saranno ospitati alla Fondazione Merz. Ashes di Muta Imago, ad esempio, verrà allestito negli spazi espositivi della Fondazione: è l’esplorazione dei suoni come frammenti di memoria.

In Il Terzo Reich di Romeo Castellucci vengono proposte le parole del potere con probabile allusione proprio al nazismo. Al dovere di ricordare fanno riferimento, poi, alcuni spettacoli, con protagoniste delle nonne: oltre a Izdihar, una nonna che dalla Palestina fugge in Libano in Hartāqat, c’è quella di Sergi Casero Nieto in El pacto del olvido che invita a ricordare gli anni del franchismo, della guerra civile spagnola, e c’è una nonna di decisiva importanza drammaturgica in Birds. La memoria irrompe a teatro anche nello spettacolo Con la carabina di Licia Lanera, da un dramma di Pauline Peyrade che ha recentemente vinto il Premio Ubu quale miglior testo straniero.

L’anteprima

Il 10 ottobre andrà in scena Birds o l’impeccabile armonia del caso del Mulino di Amleto, anteprima del Festival e della stagione TPE nell’ambito del Libano paese ospite. Potente e lacerante, il capolavoro di Wajdi Mouawad, tradotto in italiano per la prima assoluta diretta da Marco Lorenzi, racconta la storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà sto-rica fatta di conflitti, dolore, odi, attentati.

Le collaborazioni e il programma “oltre il festival”

Quest’anno si integrano nel cartellone del festival due spettacoli di Torinodanza Le Sacre du Printemps di Dewy Dell e S 62° 58’, W 60° 39’ di Peeping Tom, una nave che si perde nei ghiacci polari.

Tornano anche nel 2023 le collaborazioni con il Museo Nazionale del Cinema, che ha studiato un programma di proiezioni per il Festival riferito al Libano e con Istoreto e il Polo del ‘900, che ospiterà una giornata di studio sul paese mediorientale. Quest’anno la programmazione OFF si arricchisce anche della collaborazione con il Circolo dei Lettori, che ospiterà l’appuntamento dal titolo: Il Franchismo, un tentativo di rimozione.

I luoghi e l’accessibilità

In questa edizione gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Astra, alla Fondazione Merz, al Teatro Bellarte, alle Fonderie Limone, alla Galleria Subalpina, e gli eventi collate-rali al Museo Nazionale del Cinema e al Polo del '900.

INFO: www.festivaldellecolline.it

Daniele Angi

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