E poe...sia! | 21 gennaio 2024, 09:34

Cantabile onlus

Fa per tutti!

Gennaio_Carlo.Sismonda_oliosutela (pittore, compositore e musicista racconigese)

Gennaio_Carlo.Sismonda_oliosutela (pittore, compositore e musicista racconigese)

Come definireste la vita? Ritmata, melodiosa, "cantabile"?

Di sicuro è d'accordo con questa lista chiunque conosca una Onlus piemontese unica nel suo genere, votata a creare coesione sociale (ed emotiva) laddove ancora non c'è, tramite lo strumento più equo e imparziale di tutti: la #voce.

Nata a Torino nel 2006, CANTABILE – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale – basa la sua intera struttura su tre pilastri portanti: cultura musicale, coralità e didattica, impegnandosi nella diffusione di questi stessi principi. A partire dall'infanzia.

Con crescente attenzione al disagio relazionale e di conseguenza comunicativo, Cantabile indaga il territorio cittadino, avvicinandosi a contesti particolarmente complessi e spesso privi di stimoli culturali. Sfruttando il potentissimo ascendente della musica, dono e strumento alla portata di chiunque voglia sperimentare la propria voce e accogliere in contemporanea quella altrui, è stato sin da subito chiaro quanto essa rappresenti l'impulso più istintivo e intuitivo di tutti, catalizzatore di benessere e apertura; diciassette anni di attività ne sono l'inconfutabile dimostrazione.

Un'apertura intesa non soltanto come esplosione ed espressione individuale, bensì dialogo: in cui ascolto, parità e umanità (paragonabili alla melodia di fondo) siano preponderanti rispetto all'estetica e al tecnicismo (in gergo musicale, l'armonia).

A chi si rivolgono le attività di Cantabile? Sarebbe molto più semplice rispondere alla domanda opposta, cioè a chi NON si rivolgono.

Così come infinito è il potenziale artistico, infinite sono le sfumature vocali e umane racchiuse nel progetto, che desidera abbracciare sì talenti ma soprattutto idee; innescare processi duraturi di crescita soggettiva, unire quartieri e culture, divertire e divertirsi, imparando l'un l'altro cosa significhi e cosa si provi a stare. Insieme, nonostante le difficoltà quotidiane.

Un palco immaginario, una zona franca in cui le voci della gente possano pennellare e riempire i vuoti della nostra moderna tela: esistenziali, emotivi, familiari, professionali, relazionali, didattici.

Un tale entusiasmo descrittivo non è semplicemente frutto di attente ricerche né di esperienze altrui: la scorsa estate, infatti, ho avuto modo di sperimentare in prima persona quanto coinvolgente e inclusivo sia l'operato della Onlus torinese. Durante la rassegna estiva “Arena Manin” (presso l'Istituto Comprensivo Gino Strada), Cantabile ha messo a disposizione le proprie competenze ed energie gratuitamente, permettendo a chiunque lo volesse (residenti del quartiere, affezionati, esterni, curiosi, spettatori casuali o amici degli amici) di “giocare” insieme, imparare e creare connessioni umane tramite la musica e l'arte in generale; teatro, concerti, canto corale, improvvisazione e cinema, per citare alcune delle proposte. Senza parlare degli ospiti di volta in volta presenti, esempi di umiltà e talento (sì, ultim'ora: le due parole possono davvero convivere)! Dopo avere assistito come pubblico alla jam session in stile jazz condotta dai docenti e musicisti Fulvio Chiara e Fabio Gorlier, che ha visto riunirsi uomini e donne di diversa età e formazione accomunati dal desiderio di mettersi in gioco con gioia palpabile, non ho potuto non emozionarmi durante il concerto finale (anch'esso improvvisato) degli stessi. E così, la settimana successiva ho deciso di fare l'upgrade: trasformandomi da spettatrice a partecipante attiva e iscrivendomi all'appuntamento seguente.

Quale? Il Laboratorio sul Canto di insieme, condotto dal pianista e Direttore Giorgio Guiot con la collaborazione del coro Farthan (Marzabotto – BO), specializzato in canti popolari. Del cui repertorio hanno dato un assaggio meraviglioso in chiusura, la sera, cantando insieme ai partecipanti iscritti, impegnati a loro volta a impararne alcuni brani nel pomeriggio.

Liberatoria, crescente, empatica, divertente: descriverei così quella giornata.

Facile intuire, una volta “assaggiato” ancor di più, con quanta forza lo spirito inarrestabile di Cantabile pervada le vie e le persone che vi abitano, donando alla cittadinanza quel senso di unione e appagamento tanto necessari al ben-essere. Non per altro, i suoi campi di azione mirano a includere quanta più diversità – in termini di età/ceto/cultura/doti – possibile.

Nel programma della onlus, figurano attività dirette (come le formazioni corali) e collaborazioni con realtà di grande spessore; fine ultimo: la costruzione congiunta di una solida rete su cui “mettere radici”.

A seguito di anni di ricerca dedicati al canto corale e al #relationalsing, molti sono infatti gli obiettivi raggiunti e superati: al posto di un ascolto passivo il senso di affiliazione, invece dell'indifferenza, l'empatia e il potenziamento motorio – perché movimento è vitalità del corpo e della mente. Ancora, progressi concreti in utenti affetti da disturbi dello spettro autistico e della comunicazione.

A proposito della didattica e del lavoro nelle scuole, infine, Cantabile ha sviluppato e messo a disposizione i propri materiali (è presente un archivio con numerosi file pronti al download oltre al sito gemello www.musicapercrescere.it) ed esteso a ogni contesto esistente l'approccio alla coralità: infantile, adolescenziale, familiare e didattico, fornendo in primis supporto ai docenti. E l'incontro degli studenti con realtà che si occupano di arte, comunità e disagio socio-economico non ha fatto che incrementare ulteriormente i benefici del percorso: rendendo il canto piacevole quanto utile e inculcando il germe dell'altruismo e della cooperazione in molte generazioni di giovani cantabili.

Un celebre film americano del 2004 titolava "Shall we dance?". Io credo che, in questo 2024, dovremmo chiederci, invece: "Shall we sing"?

La poesia di oggi è firmata dalla vibrante fiera penna di Isabella Leardini, vincitrice dell'edizione 2002 del Premio Montale, autrice presso La Vita Felice Editore e Direttore Artistico del Festival Parco Poesia e del Premio Rimini per la poesia giovane.

UNA STAGIONE D'ARIA

Perfetti come il volo degli uccelli
lo ripetevo all'infinito nell'estate
così sarebbe stata una preghiera.

Pensavo che saremmo stati
perfetti come il volo degli uccelli
nei cerchi e nelle svolte del destino.
Io non volo e non mi poso
io non canto
se non posso avere te pesto la terra
come chi vive contro la natura.
Le rondini non sanno partire
sono le figlie pazze del freddo
e forse stanno qui da qualche parte
continuano a ripetere che questo
è il loro autunno radioso d'aria
mentre le prende piano la neve”.

(Nuovi poeti italiani 6, Einaudi)

Questi versi in particolare:
"io non canto
se non posso avere te pesto la terra
come chi vive contro la natura"

Che una nuova "stagione d'aria" possa iniziare, in cui si canti e forte. E si viva secondo Natura, sostituendo l'assenza con la presenza, i post con le strette di mano!

Pensateci su.
Alla prossima

Johanna Poetessa

Leggi tutte le notizie di E POE...SIA! ›

Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
Mi trovate anche su Wikipoesia!

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium